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(Jamma)  I lavori del Consiglio regionale sono cominciati questa mattina, 21 settembre 2017, riprendendo il dibattito relativo alla relazione annuale 2016 sull’andamento della gestione della Casinò de la Vallée, la società per azioni controllata dalla Regione che gestisce il Saint-Vincent Resort & Casinò, illustrata ieri sera dall’Assessore al bilancio, patrimonio e società partecipate, Albert Chatrian.

Nell’ambito della discussione, il Consiglio ha esaminato una risoluzione proposta dal Consigliere del M5S Cognetta riguardante il Comitato esecutivo gioco istituito con un ordine di servizio della Saint-Vincent Resort & Casinò. Dopo un ampio dibattito, sono stati depositati due emendamenti al testo, uno del Consigliere Cognetta e uno della maggioranza: l’Assemblea ha approvato, con 18 voti a favore (UVP, ALPE, AC-SA-PNV, GM), 1 contrario (M5S) e 15 astensioni (UV, PD-SVdA, EPAV), l’iniziativa dei gruppi di maggioranza, che impegna l’Assessore competente a dare indicazioni all’Amministratore unico, avvocato Di Matteo, affinché, per la composizione di comitati o altri organismi che coinvolgono dei dipendenti, si organizzino dei bandi di concorso aperti a tutti i dipendenti, con il coinvolgimento delle RSU e con criteri di selezione pubblici. L’impegno deve trovare applicazione anche al neonato Comitato esecutivo gioco che dovrà essere coerente con tali modalità. Il testo proposto dal Consigliere Cognetta che prevedeva anche lo scioglimento del Comitato, è stato respinto con 18 voti di astensione (UVP, ALPE, AC-SA-PNV, GM) e 16 a favore (UV, PD-SVdA, EPAV, M5S).

Il dibattito delle due giornate

Il Consigliere del M5S Roberto Cognetta ha illustrato una risoluzione depositata in Aula: «Con un ordine di servizio è stato istituito un Comitato esecutivo gioco, cui sono stati assegnati quattro dipendenti e un coordinatore; inoltre, due dei quattro dipendenti saranno distaccati e saranno posti in aspettativa dai reparti di provenienza. Con questa iniziativa si intende impegnare l’Assessore Chatrian a dare indicazioni all’Amministratore unico affinché sciolga questo Comitato, pubblichi un bando aperto a tutti i dipendenti della Casinò de la Vallée e successivamente organizzi una selezione interna fatta da una commissione in cui siano presenti le RSU che valutando i titoli e facendo gli opportuni colloqui selezioni tra i candidati i componenti della commissione. Dopo tutti gli incarichi distribuiti dall’avvocato Di Matteo, l’Amministratore unico ha ancora bisogno di consulenti e li sceglie tra gli amici degli amici. Vorremmo che si finisse con questa storia

Il Vicecapogruppo dell’UV, Aurelio Marguerettaz, ha osservato che «nei giorni scorsi, i Consiglieri hanno ricevuto la relazione trimestrale 2017 prevista dal Piano di ristrutturazione del Casinò che avete votato a maggio e ci chiediamo quando sarà portata alla discussione del Consiglio. La relazione, a firma dell’avvocato Di Matteo, è di tre paginette ed è accompagnata da un’ulteriore relazione a cura di una società esterna: ancora una volta dobbiamo prendere atto che abbiamo un Amministratore unico che continua a distribuire incarichi come fosse il signor Bonaventura. Inoltre, in questo documento non si parla assolutamente di quelle attività – introduzione di giochi tailandesi, di giochi on-line – che erano menzionate nel Piano di rilancio.  Noi siamo convinti che il Casinò abbia una sua logica e un suo ruolo fondamentale nel contesto regionale, ma abbiamo dei dubbi sull’attività che è stata concepita. L’Assessore parla di dati positivi per il mese di agosto 2017, ma non si capisce di quali giochi si tratti. Inoltre, il mese di agosto 2016 è stato caratterizzato da numerosi scioperi, quindi la comparazione dei risultati con l’agosto 2017 è totalmente alterata. State contrabbandando risultati positivi che in realtà sono del tutto casuali. Invito l’Assessore a creare le condizioni affinché la società venga gestita, perché la sola cosa che abbiamo in questo momento è un Amministratore unico che si è attorniato da uno stuolo di consulenti, che nomina dipendenti in comitati, il tutto per scaricarsi dalle responsabilità della gestione. Oggi, è bene che l’Assessore si tolga la medaglia di aver fatto approvare un piano credibile: in questi tre mesi, l’attività è su di una curva di indifferenza, un’attività che va avanti per inerzia. Posso dare atto che c’è stato un contenimento dei costi, ma vedremo a fine anno cosa vuol dire questa riduzione. Io credo che la relazione trimestrale debba essere assegnata ad una Commissione consiliare al fine di essere discussa

Il Consigliere Roberto Cognetta (M5S) ha sottolineato: «questa risoluzione è provocatoria. Ma è proprio perché ci troviamo nel ‘non senso più assoluto’, occorre votare questa risoluzione. Si continua a sperperare denaro pubblico. Questo non è un piano di ristrutturazione e ho seri dubbi che funzioni. C’è una casta di intoccabili che ha il potere sul Casinò, poi ci sono i dipendenti che vengono bastonati: ecco la quadratura del cerchio. Non si può continuare così, bisogna mandare a casa chi fa solo danni

Il Presidente della Regione, Pierluigi Marquis, ha evidenziato: «La Casa da gioco ha vissuto e vive un momento di grave difficoltà. Il 2017 è stato complesso: abbiamo iniziato ad occuparci a tempo pieno di questa tematica per arginare una situazione che stava degenerando, una situazione sempre più preoccupante, necessitante di interventi straordinari. La Casa da gioco, insieme ad altri problemi, è stata alla base dell’insediamento di questo Governo il 10 marzo. Si è trattato di un momento importante per formare una coalizione volta a risolvere problemi gravi. Sin dall’insediamento, abbiamo lavorato alacremente per individuare un nuovo management; abbiamo lavorato per creare un nuovo piano di risanamento, che si rendeva necessario per ottemperare a nuove norme, che non consentono di continuare ad iniettare denaro ad aziende prive di possibilità di rientrare in una sostenibilità economica

«È stato un percorso difficile – ha aggiunto il Presidente Marquis -, che ha portato all’approvazione da parte di questo Consiglio di un piano industriale di risanamento credibile, sostenibile e serio. Un piano su cui si è sviluppato parecchio dibattito, che ha suscitato critiche, ma che ha ricevuto la sostenibilità anche da parte delle banche, che hanno capito l’inversione di tendenza della gestione rispetto al passato. È stata quindi intrapresa una via nuova, difficile; sarebbe stato più facile trasferire soldi per risanare i conti, ma abbiamo rispettato la legge e anche la comunità valdostana, in primis i lavoratori dell’azienda. Tuttora il percorso è problematico, perché il presupposto indispensabile resta il fatto che la politica deve uscire dalla gestione e dall’interesse diretto dei processi gestionali della Casa da gioco. Dobbiamo guardare in prospettiva, dare soluzione alle criticità che siamo stati chiamati ad affrontare. Per verificare l’attuazione del piano industriale ci siamo impegnati a verificare trimestralmente le fasi di attuazione. I primi mesi di questa gestione ci fanno registrare dati positivi, i cui numeri non tradiscono: ad oggi, in tre mesi, le cifre positive indicano una piccola inversione del trend. Il problema non è risolto, certo, tante cose sono da fare, ma i segnali sono incoraggianti riguardo all’aumento del circolante, mentre preoccupazione resta sui minori ingressi, ma su questo potremo fare valutazioni anche in quest’Aula

In merito alla risoluzione, il Presidente della Regione ha affermato: «Non corrisponde all’obiettivo prefissato. La politica deve fornire indirizzi di gestione, concentrarsi a valutare i risultati. La politica non deve entrare nei procedimenti, deve giudicare i manager; non è suo compito entrare a gamba tesa su procedure interne, rischiando di mettere in crisi la credibilità dell’azionista, ma anche dell’azienda nei confronti degli istituti di credito. Non può che fallire un’azienda privata che seguisse procedure pubbliche, come la pubblicazione di un bando. Un management serio, in effetti, anche senza utilizzare queste procedure, può perseguire i fini di efficienza, economicità. Non condivido quindi il contenuto di questa risoluzione

«La strada da fare è ancora lunga, bisogna porre attenzione al monitoraggio di un malato che non è ancora fuori pericolo – ha concluso il Presidente Marquis -. Non è attraverso un ritorno al passato, alle vecchie logiche, che potremo risanare una vecchia situazione. La politica deve prendere atto di questa esigenza, altrimenti tutto questo andrebbe a detrimento dell’azienda, dei dipendenti, del territorio circostante e della comunità intera

Per il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin «per anni la società KPMG certificava bilanci che erano giudicati poco attendibili perché venivano iscritte le imposte anticipate che mascheravano le perdite: finalmente, nel 2016 è stata fatta chiarezza e il bilancio, pur a fronte di una perdita di 46 milioni di euro, è trasparente, a testimonianza che la politica non ha più fatto orecchie da mercante. Il Piano di ristrutturazione approvato a maggio scorso ha dato inizio al processo di riorganizzazione: se non ci fosse stato, si sarebbe andati avanti con il “ristoro” delle somme dovute e la Valle d’Aosta si troverebbe con una quarantina di milioni in meno senza però avere contezza delle iniziative intraprese. Oggi, si parla di inversione di tendenza: non conosco l’avvocato Di Matteo e quindi non so se sia bravo o fortunato, tuttavia, bisogna capire il perché di questa inversione. È pura fortuna? C’è una strategia? Quindi credo sia legittimo richiedere un incontro per capire cosa sta succedendo. Cosa diversa è invece la risoluzione presentata dal collega Cognetta: abbiamo continuato a dire la politica non deve più entrare nel merito della gestione della Casa da gioco e, poi, con la richiesta di sciogliere il comitato esecutivo gioco vi entriamo a gamba tesa. Io credo sia legittimo invocare la trasparenza delle nomine, ma non credo giusto che la politica chieda di revocare un atto dell’Amministratore unico perché significa che la politica interferisce per l’ennesima volta nella gestione del Casinò, che invece volevamo fosse dei manager. Va bene quindi che si faccia chiarezza, ma non entriamo nel merito delle scelte gestionali

Il Capogruppo dell’UV, Ego Perron, ha parlato di «un anno in cui l’azienda ha provato a funzionare a pieno regime, in cui sono continuate gravi difficoltà, anche ereditate. Il management nel 2016 ha lavorato nell’ottica di un risanamento aziendale, razionalizzando e ottimizzando i costi, investendo nel marketing. I risultati auspicati non sono arrivati, pur riscontrando un’inversione di tendenza rispetto al 2015. Quando eravamo in maggioranza, avevamo impostato un determinato percorso, perché i rapporti sul tema degli investimenti tra società e proprietà andavano e vanno regolati, ancora oggi nei conti economici ci trasciniamo perdite importanti. Sempre nel 2016, abbiamo voluto inserire in finanziaria una modifica alla legge istituiva, prevendendo la possibilità di guardare a una gestione privata. Tuttavia, preciso che nessuno ha mai parlato di vendere la proprietà, perché questo è un bene di cui siamo fieri. Non concordiamo sulla fotografia fatta dal Presidente della Regione sulla recente situazione della Casa da gioco, le cui sale restano vuote. Mi auguro che la relazione trimestrale sia approfondita in Commissione, anche incontrando il management. Il fatto concreto ad oggi è l’assunzione di una pletora di consulenti non valdostani. Purtroppo, ancora una volta, è stata l’Amministrazione regionale a dover mettere mano al portafoglio, prima con otto milioni di euro, poi, entro fine settembre, con altri 6 milioni. Ribadiamo tutte le nostre preoccupazioni, suffragate ad esempio dal fatto che l’azienda dilaziona i pagamenti a 180 giorni: non è di certo un segnale positivo che arriva dalla Casa da gioco

Il Capogruppo dell’UVP, Alessandro Nogara, ha riferito che «ieri, dopo la presentazione della risoluzione del collega Cognetta, abbiamo chiesto una riunione di maggioranza perché volevamo discutere a fondo di questa problematica nonché su altre: crediamo nel valore del confronto, oggi che siamo in maggioranza, ieri che eravamo all’opposizione. Siamo d’accordo sul fatto che la politica non debba entrare a gamba tesa nelle scelte manageriali del Casinò, dando fiducia ai professionisti, però non bisogna dimenticare che la Casa da gioco è una nostra partecipata e noi dobbiamo conoscere, in quanto azionisti, le scelte. Ieri, in maggioranza abbiamo parlato del metodo di come sono fatte queste scelte: diamo atto all’Assessore Chatrian di avere lavorato molto per migliorare la situazione del Casinò, però riteniamo che si debba fare ancora per garantire maggiore trasparenza nella gestione del personale, così come crediamo che ci debba essere un cambio di passo nella dirigenza. Dirigenza che abbiamo sempre contestato e che oggi è ancora lì. Come UVP vogliamo guardare al futuro, in maniera chiara, dicendo le cose che vanno e quelle che non vanno; non si tratta di fare ribaltoni, quello che vogliamo è il confronto. Invitiamo quindi il collega Cognetta a modificare la sua iniziativa, chiedendo di audire al più presto l’Amministratore unico sulle scelte che sta compiendo. Il Casinò è una delle aziende più importanti della nostra regione: abbiamo sempre cercato di lavorare ad un suo miglioramento, perché gravitano intorno ad essa famiglie e un’economia locale. Abbiamo votato convintamente Il Piano di ristrutturazione perché ci dava una garanzia, ma bisogna confrontarsi al più presto perché le cose scritte in quel Piano devono essere attuate, altrimenti avremo la stessa situazione del passato

Il Capogruppo di EPAV Mauro Baccega ha posto diverse domande: «Ci interessa sapere cosa è successo dopo il trasferimento degli otto milioni di euro alla Casa da gioco dello scorso maggio, perché al riguardo abbiamo sentito tanti annunci, ma l’unico dato certo è che è stato ridotto i costi del personale. Ci interessa conoscere i risultati del piano di ristrutturazione aziendale, se si sono attivati i giochi per i fruitori russi e thailandesi, se è stato avviato il gioco online; iniziative, queste, in cui non abbiamo mai creduto. Ma anche cosa si è fatto per le manifestazioni, per i convegni, per incrementare la pubblicità e i giochi lavorati. L’Assessore Chatrian, sulla trasparenza e sul cambio di metodo, ha predicato bene e razzolato male. Tutti vogliamo salvare l’occupazione e siamo preoccupati. Ricordo la frase contenuta nel piano di ristrutturazione: non c’è certezza del conseguimento dei valori auspicati. Portiamo quanto prima queste riflessioni in Commissioni, affinché tutti possano disporre di dati precisi ed analizzare la situazione e valutare il futuro del Casinò

Per il Consigliere dell’UVP Nello Fabbri, «il bilancio 2016 è drammatico, ma per la prima volta veritiero e certificato senza alcuna condizione. Il 70 per cento dei costi dell’azienda è rappresentato dal personale; quindi il Piano di ristrutturazione approvato a maggio scorso intendeva innanzitutto intervenire su questo punto. Per quanto riguarda i ricavi, il Piano di rilancio non prometteva cose eccezionali, ma fattibili. Fatto salvo che la politica non debba entrare nella conduzione aziendale, ha il dovere di dare dei suggerimenti su come affrontare i problemi di gestione del personale, soprattutto in un’azienda condizionata negli ultimi anni da fattori poco trasparenti. Io invito il management a cambiare il metodo di approccio, cercando di dare al personale la certezza che tutto viene fatto nel nome della trasparenza affinché sia motivato e possa pensare che il rilancio è possibile. È un aspetto fondamentale, ma purtroppo dimenticato. Invito quindi l’Amministratore unico a rivedere i metodi di gestione del personale

Il Consigliere dell’UV Luca Bianchi non ha ravvisato l’annunciato miglioramento della Casa da gioco e non ha concordato sul concetto di «lontananza della politica dalla Casa da gioco. A mio avviso la politica c’entra, come evidenziato dalla risoluzione presentata del collega Cognetta. Se all’interno dell’azienda la commissione giochi e la commissione marketing fossero fatte in maniera trasparente, molto probabilmente oggi non ne discuteremmo. Auspico che in comitati del genere vengano sempre rappresentati tutti i reparti, e chiedo all’Assessore Chatrian di considerare questa iniziativa consiliare, che può venire in aiuto per metter mano a questa situazione

Il Capogruppo del PD-SVdA, Jean-Pierre Guichardaz: «Stupisce che il Presidente Marquis richiami la natura privata del Casinò, affermando che il pubblico non può inserirsi nel privato. Ma si contraddice, perché la politica è intervenuta in maniera molto massiccia nel “dossier Casinò”: non lo ha fatto solo nella gestione, ma ha usato il Casinò per modificare l’assetto della maggioranza regionale e giustificare il ribaltone. La maggioranza attuale ha sostenuto e votato convintamente la legge sulla trasparenza nelle società partecipate, ma oggi, il Presidente dichiara che la Casinò de la Vallée è una società privata e può fare quello che vuole. Non credo che Di Matteo e la sua pletora di consulenti abbiano fatto tutto da soli, perché è proprio sul Casinò che il nuovo Governo si sta misurando. Il Presidente Marquis ha addirittura asserito che il comitato esecutivo gioco è composto da persone di buona volontà e non remunerate: ma l’ha letto l’ordine di servizio che dice che questi dipendenti sono distaccati dagli uffici per parteciparvi e che prendono una congrua indennità? Questo gruppo di lavoro va discusso nella sua utilità oltre che nella sua rappresentanza. I lavoratori sono un elemento da coinvolgere, ma in modo trasparente, perché sono loro che possono diventare i protagonisti del rilancio del Casinò: per dare un segnale a questi lavoratori, voteremo la risoluzione

Il Consigliere Augusto Rollandin (UV) ha evidenziato: «Nella relazione sul bilancio 2016 dell’azienda è scritto chiaramente che la crisi della Casa da gioco continuerà per diversi anni. Insistiamo sul fatto che il piano presentato, peraltro senza contenere novità, non ha avuto risultati. Non sono stati portati nuovi giocatori, si è intervenuti solo nella riduzione dei costi del personale, minacciati di licenziamento. A causa della procedura di pensionamento Fornero, si sono dovuti spendere quasi 12 milioni: il tema andava trattato diversamente, è un aggravio notevole, si potevano adottare altre formule. Come si fa ad affermare che il Casinò sia privato? È un’azienda pubblica, eventualmente se ne sarebbe affidata la gestione ad un privato. L’Amministrazione regionale ha speso già solo 100 milioni per rimettere in senso la struttura. Il vero problema del Casinò è che mancano i clienti. L’unica operazione capace di produrre benefici è stata la ristrutturazione dell’hotel, che rappresenta una prerogativa della nostra Casa da gioco. Le previsioni del bilancio 2016 in parte non sono state mantenute e per il 2017, al di là di alcuni mesi positivi, il trend è negativo, a riprova che il piano non funziona. Le difficoltà permangono e occorre un ripensamento

La Capogruppo di ALPE, Patrizia Morelli, ha dichiarato «la relazione trimestrale al Piano di ristrutturazione non ha niente di eclatante, ma è prudente: si legge che i ricavi sono in linea con quelli previsti nel Piano di rilancio e che i costi della produzione diminuiscono notevolmente rispetto alle previsioni del Piano così come si riducono i costi del personale. Il margine lordo industriale risulta quindi positivo. Qualcosa rode all’interno dell’opposizione: forse che nonostante tutto, dopo sei mesi di questa maggioranza, il Casinò sta ancora in piedi e che sta facendo registrare una lievissima inversione di tendenza? Forse che l’Amministratore unico non è valdostano ed è una persona che non cede alle pressioni delle nostre satrapie? Che la procedura del licenziamento collettivo avviata dalla vecchia maggioranza è stata risolta senza lasciare nessuno a casa? È il metodo ad essere oggi completamente diverso: a fronte di un’elargizione a pioggia di 48 milioni di euro è stato preferito il finanziamento a tranches sulla base dei risultati. Oggi, bisogna ricordare ai valdostani le condizioni in cui versava la Casa da gioco negli anni scorsi, quanti soldi sono stati spesi (110 milioni di euro contro i 65 milioni previsti) per ristrutturare il Grand Hôtel Billia. Tutti facciamo degli errori: il primo che abbiamo fatto noi è stato quello di credere di poter trattare la gestione del Casinò considerandola un’azienda normale, facendo ragionamenti manageriali. Purtroppo così non è: cambiare un sistema che si è retto per decenni su tutt’altri presupposti, è forse una missione impossibile, ma almeno ci abbiamo provato

L’Assessore alle società partecipate, Albert Chatrian, ha evocato le varie fasi del percorso scelto per far fronte alla situazione della Casa da gioco: «Si è messo in piedi per la prima volta un sistema di controllo trimestrale per contestualizzare i risultati. Voglio evidenziare l’importanza del fatto che l’azienda non ha licenziato nessun dipendente: un obiettivo raggiunto di certo non banale. La riduzione dei costi del personale ci sarà a partire dal 2018, in questo trimestre si è già voluto calmierare le spese gestionali. Stiamo andando nella direzione corretta, abbiamo intrapreso la strada descritta dal piano industriale. Per gli introiti si sarebbe potuto ottenere di più. Sono d’accordo sull’opportunità di riferire al più presto in Commissione quanto è stato realizzato, ma anche le ulteriori azioni previste a breve, in modo da aggredire le criticità che ben conosciamo, e che sappiamo non poter essere risolte in così pochi mesi

«Non voglio dar corso alle provocazioni – ha puntualizzato l’Assessore Chatrian -, preferisco evidenziare come l’azienda con soli otto milioni di euro abbia retto in termini di liquidità con le forze interne e continui a pagare correttamente i fornitori, senza posticipi. L’azienda sta mettendo in campo opportunità per l’intera Valle d’Aosta: da un paio di settimane sono stati pubblicati bandi per forniture di servizi da parte di imprese valdostane. Uno degli indicatori principali è il margine operativo lordo, costantemente monitorato e ad oggi segna un dato positivo. Si è cambiato un metodo, un sistema, e i primi risultati arrivano. Non ravviso quindi motivi ostativi all’erogazione della seconda tranche del finanziamento regionale. La Casinò de la Vallée può camminare con le proprie gambe, ci sono le condizioni per uscire pian piano dalla crisi, per fare bene, per dare l’opportunità all’Amministratore unico di portare risultati soddisfacenti al socio, ai valdostani. La situazione non è facile, ma ci sono le possibilità di raggiungere un equilibrio economico-finanziario per il 2019

Il Consigliere Cognetta (M5S), dopo una riunione con i gruppi di opposizione, ha illustrato un emendamento alla sua risoluzione: «Recependo le sollecitazioni scaturite dal dibattito, nella sostanza si tratta di formulare un impegno di ordine più generale e non legato al solo neonato Comitato esecutivo gioco, al fine di dare indicazioni future per la composizione di comitati che coinvolgono i dipendenti. Rimane, invece, l’impegno di sciogliere il Comitato appena creato e di ricostituirlo con bandi di concorso aperti a tutti i dipendenti con il coinvolgimento delle RSU e con criteri che siano resi pubblici.»

Dopo una sospensione per una riunione dei gruppi di maggioranza, la Capogruppo di ALPE, Patrizia Morelli, ha illustrato un emendamento alla risoluzione del M5S: «Abbiamo recepito la proposta del Consigliere Cognetta, perché riteniamo condivisibile che questi comitati siano organizzati con criteri di selezione pubblici e che questi siano estesi anche al neonato Comitato esecutivo gioco senza prevederne tuttavia lo scioglimento, ma permettendo loro di portare a compimento il ruolo affidato.»

Il Consigliere Cognetta, nel non accettare la proposta della maggioranza, ha parlato di «questione di forma: infatti, se la politica deve stare fuori dal Casinò, il neonato Comitato deve essere sciolto, altrimenti resta il sospetto che la sua nomina sia avvenuta perché condizionata dalla politica.»

Nell’ambito della discussione sulle risoluzioni, il Presidente della Regione, Pierluigi Marquis, interpellato sui costi aggiuntivi del Comitato esecutivo gioco, ha detto: «Non ho affermato nell’intervento di questa mattina che la Casa da gioco non sostiene costi in relazione al funzionamento del Comitato esecutivo, ma di avere riferito che i soggetti interessati non beneficiano di remunerazione aggiuntiva rispetto a prima. Tuttavia sono stato informato che su 2 componenti dei 5 incaricati gravano dei costi indiretti a carico dell’azienda.»

Il Vicecapogruppo dell’UV, Aurelio Marguerettaz, ha osservato che «la posizione del Presidente è gravissima, perché sta dando delle risposte fuorvianti. Due persone sono distaccate e non hanno più diritto alla suddivisione delle mance; per rimanere sullo stesso livello di retribuzione, l’azienda deve quindi mettere mano al portafoglio e integrare lo stipendio. Per le altre due persone, che fanno attività extra orario, c’è il costo aggiuntivo degli straordinari; inoltre, l’azienda per sostituire le persone distaccate le persone distaccate e deve chiamare dei poker boys e quindi pagarli. Il Comitato costa quindi circa 10-15 mila euro al mese. Con questa operazione anziché riconvertire il personale amministrativo, che probabilmente è abbondante, si sottraggono lavoratori tecnici che sembrerebbero troppo pochi rispetto alle necessità. Il Presidente non dica pertanto che non ci sono costi aggiuntivi con la creazione di questo Comitato.» Ha quindi annunciato che rispetto alle due risoluzioni, «la versione del Consigliere Cognetta è più aderente perché l’attività di questo Comitato va interrotta, mentre la versione dell’Assessore Chatrian crea costi e disagi nell’organizzazione e non vi è nessun riferimento temporale. Con questa operazione anziché riconvertire il personale amministrativo, che probabilmente è abbondante, si sottraggono lavoratori tecnici che sembrerebbero troppo pochi rispetto alle necessità.»

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