La Commissione europea ha deciso di chiudere la procedura di infrazione nei confronti della Grecia per presunti aiuti di Stato. La vicenda si riferisce alla applicazionedell’imposta sul biglietto di ingresso.

Secondo la Commissione Eu la riduzione della tassa di iscrizione per i casinò pubblici in Grecia non costituisce un aiuto di Stato, in linea con quanto stabilito dalla Coret Eu.
In particolare, secondo la comunicazione della Commissione, dal 1995 tutti i casinò in Grecia sono stati obbligati ad addebitare un biglietto d’ingresso ai clienti e a trasferire l’80% del corrispettivo allo Stato greco come imposta.

A novembre 2012, la tariffa di ingresso generale era di 15 euro, ma i casinò di proprietà statale avevano fissato il prezzo a sei euro. A seguito di una denuncia di un casinò privato, la Commissione ha condotto un’indagine formale sulla tassa differenziata tra operatori privati ​​e pubblici, rilevando nel maggio 2011 che la misura costituiva un aiuto di Stato illegale ai casinò pubblici.

La Commissione ha quindi ordinato alla Grecia di recuperare l’aiuto, ma la decisione della Commissione è stata annullata dal Tribunale nel settembre 2014. La Corte di giustizia europea ha confermato la sentenza del Tribunale nell’ottobre 2015.

Ora Commissione ha adottato una nuova decisione, allineando la sua posizione alle conclusioni delle corti europee. In particolare, la Commissione ha concluso che la tassa diversificata tra i casinò pubblici e privati ​​non costituisce un vantaggio per gli enti pubblici. Infine, come notato, nel novembre 2012 è stata abolita la diversificazione tra le tasse di iscrizione per i casinò pubblici e privati ​​in Grecia e è stato stabilito un prezzo di entrata comune di € 6.

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