Giappone
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CASINO – La Camera bassa della Dieta giapponese ha approvato questa mattina il disegno di legge del governo che legalizzerebbe l’attivita’ di casino’ integrati a complessi turistici sul territorio nazionale. Il provvedimento, che ora passera’ al vaglio della Camera alta, prevede l’apertura nel paese di un massimo di tre “resort integrati” (Ir), che includerebbero anche alberghi, centri conferenze e altre infrastrutture turistiche e ricreative.

Il prezzo d’ingresso per i singoli visitatori giapponesi sarebbe di 6mila yen (circa 45 euro). Nelle intenzioni del governo, gli Ir si delineerebbero come “resort globali per diffondere e promuovere informazioni in merito alle attrazioni del Giappone, con effetti benefici sul turismo, sullo sviluppo regionale e sull’occupazione”, come dichiarato stamattina dal premier giapponese Shinzo Abe. Il premier ha aggiunto che il provvedimento include “misure perfette” per contrastare la dipendenza dal gioco d’azzardo, che del reso e’ gia’ presente nel paese in altre forme. E’ quanto riporta Agenzia Nova.

Il governo giapponese ha approvato il mese scorso il disegno di legge che spiana la strada all’apertura di casino’ sul territorio nazionale; una decisione criticata da quanti sostengono che l’effetto sara’ un aumento della dipendenza dal gioco e dei comportamenti antisociali, ma sostenuta dal governo, che sottolinea le alternative gia’ presenti nel paese, come i “pachinko”. Tra le misure adottate da Tokyo per prevenire questi rischi, figura l’introduzione di una tariffa d’ingresso e di limiti agli ingressi settimanali e mensili per i cittadini giapponesi. Il governo del premier Shinzo Abe punta a giungere all’approvazione del provvedimento prima della scadenza dell’attuale sessione parlamentare, il 20 giugno. L’obiettivo e’ di aumentare il flusso di visitatori e sostenere alcune delle economie regionali al di fuori dell’area di Tokyo.

“Promuoveremo il turismo con visitatori da tutto il mondo nei casino’-alberghi, e al contempo adotteremo misure globali per far fronte a ogni tipo di preoccupazione, inclusa la dipendenza dal gioco”, ha detto Abe nel corso di un incontro con i funzionari di governo coinvolti nel progetto di legge. Il Giappone ha adottato nel 2016 una legge che consente l’apertura di casino’ in “resort integrati” – alberghi, centri conferenze e altre strutture – ma ad oggi non ha ancora introdotto la normativa necessaria a regolamentarne le operazioni. Nel caso la Dieta approvi il provvedimento, i primi casino’ potranno iniziare a operare da meta’ dei prossimi anni Venti.

Il Giappone potrebbe dar vita a un mercato del gioco d’azzardo di dimensioni superiori a quello di Singapore. Ne sono convinti gli executive dell’industria globale del gioco, che stanno osservando i progressi del provvedimento che aprirebbe le porte all’apertura di tre casino’ sul territorio giapponese. Nelle scorse settimane la Camera bassa della Dieta ha approvato un disegno di legge che introduce misure contro la dipendenza dal gioco, e fa da prodromo all’introduzione dei resort per le scommesse sul suolo giapponese. Intervistato dal quotidiano “Nikkei”, James Murren, ad di Mgm Resorts International – uno dei principali operatori di casino’ mondiali con sede a Las Vegas, si e’ detto convinto che il Giappone offra una importante opportunita’ di espansione per l’industria.

“Le aziende e le amministrazioni locale che sono rimasti in silenzio fino a questo momento inizieranno a muoversi”, ha dichiarato Murren, la cui societa’ si e’ gia’ fatta avanti per ottenere una licenza dalle autorita’ giapponesi. Secondo l’ad, i tre resort-casino’ giapponesi genererebbero “miliardi di dollari, creando un mercato assai piu’ vasto di quello di Singapore”. Mgm e’ decisa a proporsi come operatore di uno dei resort, a patto che la relativa legge venga approvata dalla Dieta entro la scadenza dell’attuale sessione parlamentare, il 20 giugno. Mgm, ha aggiunto Murren, darebbe priorita’ all’individuazione di partner giapponesi per la gestione della struttura; l’operatore di casino’ vanta gia’ relazioni di partenariato con lo studio cinematografico giapponese Shochiku e con il colosso dell’elettronica Panasonic.

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