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(Jamma) Le slot come gesto simbolico, come segnale per sancire la ‘pace’ tra il governo e gli enti locali. Il sottosegretario Baretta ufficializza la resa dello Stato, nonché gestore del gioco pubblico, davanti alle richieste degli Enti locali. Sui giochi si dovrebbe arrivare infatti entro i prossimi 20 giorni al definitivo accordo con Regioni e Comuni. “Questo è il nostro intendimento, puntiamo ad eliminare il 30% delle slot dai bar e dai tabacchi e a ridurre il tempo di gioco” dichiara in una intervista nella quale annunciano interventi con i quali verranno garantiti finanziamenti agli investimenti degli enti.

Sembra insomma cosa fatta: gli Enti dovranno accettare la cosiddetta doppia certificazione dei punti di gioco ( esercizi che dovranno rispettare le distanze dai luoghi sensibili e quelli che saranno esonerati dal farlo) ma soprattutto limiti orari validi per tutti, in modo uniforme.

Se è vero infatti che non tutte le questioni sono state risolte ( vedi canoni occupazione spazi pubblici o Rc Auto) sulle slot la questione potrebbe essere chiusa così.

O almeno sembrerebbe. La realtà è molto più complessa. Prima tra tutti il punto dei luoghi sensibili. Se la definizione venisse estesa a tutti i luoghi elencati ad esempio dalla normativa regionale lombarda è evidente che le almeno il 90% delle slot sparirebbe dal territorio. Altro che 30%!

E allora come si concilia l’intenzione dello Stato da quella degli Enti.

E ancora : l’accordo che pare sia stata siglato con i Comuni ( e per la precisione con l’ANCI) vale anche per le Regioni ? Al momento resta qualche dubbio.

Rassicurazioni a parte la situazione è ancora piuttosto complessa.

Semmai l’accordo ci sarà dovremmo sperare si arrivi presto alla definizione precisa e puntuale delle nuove disposizioni. E lì potrebbe sorgere i veri problemi. Nel frattempo il referendum non sarà ancora chiuso.  Altri Comuni avranno adottato i loro regolamenti. Altri, forse, sull’esempio di Vercelli, avranno realizzato che le restrizioni, ‘a prescindere’, non sempre sortiscono gli effetti desiderati.

Per allora saranno stati avviati anche i lavori di stesura della Legge di Stabilità e con questi la questione entrate fiscali. Una questione non di poco conto e che , già oggi , sta creando qualche imbarazzo.

Sul ‘piatto’ , questa volta ci sarà una raccolta di giocate record: almeno 95 miliardi di euro. O almeno questo suggeriscono le previsioni. Un punto su cui si sta riflettendo da tempo. Come ricorderemo infatti la precedente manovra finanziaria ha previsto una riduzione della percentuale di vincita che è stato poi riversatall’Erario come Preu. Si pensava che questo avrebbe determinato una riduzione delle giocate, come effetto dissuasivo nei confronti del giocatore. Cosa che non è accaduta e allora come non pensare che lo Stato possa ‘bissare’ l’esperimento?

Per ora la pace è fatta, le slot sono state messa sul tavolo delle trattative. Ma la partita è tutt’altro che chiusa e per gli operatori del settore, così come per gli esercenti, si prespatta una fase di grande incertezze. mc

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