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(Jamma) Bingo. La Corte di Cassazione mette lla parola fine alla querelle tra Gala Group Investments Limited e Gambling Italia Srl per l’utilizzo del marchio Gala Bingo.

La vicenda
La Corte di appello di Torino, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha respinto tutte le domande svolte da GALA GROUP INVESTMENTS LIMITED nei confronti di C AlvlBLING
ITALIA S.R.L. e GALA BINGO S.R.L.; ha accolto la domanda di inibitoria a carico di GALA GROUP INVESTMENTS LIMJTED e di EUROBET ITALIA S.R.L. unipersonale dell’utilizzo de marchio “Gala Bingo” in ogni sua forma e del doman name www.bingogala.it, respingendo ogni altra domanda e egolando le spese di lite.
Il giudice di secondo grado, per quanto in questa fwe ancora rileva, ha ritenuto che il marchio comunitario “Gala Casinò”, di cui è titolare GALA GROUP INVESTMENTS LIMITED, non sia
confondibile con il marchio italiano “Gala Bingo”, di cui è titolare GAMBLING ITALIA S.R.L., atteso che i termini “casinò” e “bingo” sarebbero sufficientemente diversi e autonomamente
identificanti l’attività, così da evitare ogni rischio di confusione nell’esercizio delle relative attività di impresa. Escluso il conflitto tra i marchi, il giudice distrettuale ha ritenuto legittimo l’uso della denominazione sociale Gala Bingo s,r.l. e del dorrain name www.galabingo.it
da parte della stessa società; che ritenuto illecito l’uso, da parte di Eurobet s.r.I., società controllata da Gala Group, del domain name www.bingogala ) quanto contraffattivo di quello legalmente utilizzato dalla Gala Bingo s.r.l.; ha inibito a Gala Group l’uso del marchio “Gala Bingo” e del domain name www.galabingo.it.
La pronuncia
La Cassazione ha respinto il ricorso
Per la Corte per configurare l’ipotesi di una contraffazione di marchio è necessario che essa investa quegli elementi, costitutivi e caratteristici, che adempiono alla specifica funzione di identificare il prodotto contrassegnato nella sua consistenza merceologica e nella sua provenienza imprenditoriale ; quindi l’individuazione degli elementi caratterizzanti il marchio
presuppone l’individuazione del suo carattere forte o debole in rapporto con la presenza di elementi espressivi, derminativi ovvero astratti, metaforici e traspositivi (in funzione grafica o
fonetica), la determinazione della sua struttura semplice o complessa, la definizione del livello comportamentistico e valutativo dei destinatari del prodotto. Il relativo giudizio, previo
apprezzamento di tutti gli elementi suddetti in relazione ai marchi contrapposti, si concreta in una valutazione globale e sintetta in ordine alla loro confondibilità, ed è rimesso al giudice del  merito nonché e sottratto al sindacato in sede di legittimità se sorretto da motivazione giuridicamente corretta e logicamente congiua . A tale arresto si sono conformate anche le successive pronunce Sez. 1, n. 1473 del 09/02/1995; n. 9617 del 25/091998; n.
21086 del 28/10/2005; n. 13592 del 04/12/1999; n. z-405 del 28/02/2006; n. 1906 del 28/01/2010.
Leggi la pronuncia a questo link

 

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