A testa alta ci scrive Daniele, lavoratore del bingo, che domani scenderà in Piazza del Popolo a Roma. “La manifestazione non è per far ripartire il gioco d’azzardo, ma per far ripartire 120 mila famiglie che con questo lavoro hanno dato sostanza ai propri sogni e creato la propria forma di felicità”.

“Ignavo= Colpevole d’indolenza o di viltà di fronte alle responsabilità del proprio stato o della vita. Mai avrei pensato di partecipare ad una manifestazione a favore del gioco legale. Mai avrei pensato di scendere tra la folla nella piazza a urlare di riaprire le sale scommesse, le sale slot e le sale bingo.
Eppure questi tre mesi ci hanno insegnato che dall’oggi al domani può succedere di tutto: può succedere che da una sera all’altra chiami la proprietaria di casa e dici di non poter pagare l’affitto, vergognandoti come un ladro. Succede che ti iscrivi in palestra, finalmente dopo anni, perché prima non potevi permettertelo, e mentre rateizzi la rata annuale devi chiamare e dire che non hai i soldi per continuare. Succede che accetti queste condizioni per il “bene comune”, ma ti accorgi che quando il Paese inizia a muoversi, lentamente, tu rimani ancora fermo e la cassa integrazione promessa appena dopo Pasqua la ricevi a fine maggio, tra l’altro tassata e che neanche ci riesci a pagare l’affitto.
D’un tratto succede che quando finalmente avevi ingranato la quarta finisci la benzina e ti fermi.

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La manifestazione di domani non è per far ripartire il gioco d’azzardo. La manifestazione di domani è per far ripartire più di centomila famiglie che con questo onesto lavoro, riconosciuto e tassato dallo Stato, hanno dato sostanza ai propri sogni e hanno delineato una forma alla propria felicità.

La manifestazione di domani è contro l’ipocrisia di uno Stato che sta soffocando con il cuscino un settore in nome della lotta contro la ludopatia, permettendo che si possa continuare a giocare ai gratta e vinci, schedine e gioco online, molto meno tassato rispetto alle sale slot vlt e sale bingo.

Contro l’incompetenza di un governo che non permette di poter riaprire le sale che possano garantire le norme igienico sanitarie, ritardando il più tardi possibile, approfittando dell’emergenza del covid per condannare definitivamente un settore a tutela di chi del gioco ne ha fatto un’ossessione di vita, che va sicuramente aiutato, assistito in un percorso e non lasciato solo.
Come se domani bastasse chiudere tutti i pub e bandire la vendita dei vini dai supermercati per contrastare l’abuso di alcol, non preoccupandosi degli imprenditori e dei lavoratori dipendenti che si manderebbero in mezzo una strada certi, impiccati con una corda altri.

Domani verranno da tutti i posti d’Italia, dalle Alpi alla Sicilia, coi pulman, con i propri mezzi, a piedi, in treno… e noi che abbiamo il privilegio di aver l’imbarazzo della scelta di come poter raggiungere Piazza del Popolo, non partecipare lo trovo irrispettoso verso tutti i nostri colleghi d’Italia che domani andranno a manifestare, anche per coloro che non ci andranno.

Nel primo girone dell’Inferno ci sono tutte quelle persone che non hanno mai scelto, che non si sono mai esposte, che non sono mai uscite dalla propria zona di comfort, che non ci hanno mai messo la faccia, neanche una sola volta, gli Ignavi. Non scegliere vuol dire tacere, e tacere vuol dire acconsentire, e se è vero che ogni popolo merita il governo che si ritrova, domani è il giorno per scegliere, domani è il giorno per scendere in piazza e fare scudo contro i colpi di questa mano assassina che ci sta togliendo il sangue, l’anima e i nostri sogni.”

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