«On.Vito Crimi,
abbiamo letto la sua risposta alla lettera di Valentina, dipendente di una sala Bingo di Ragusa.
Nel rispetto dei 12.000 lavoratori addetti al Bingo, delle loro famiglie e dei piccoli imprenditori – scrive Angelo Marino – che stanno mantenendo accesa la fiammella del loro diritto ad un lavoro dignitoso, sostituendosi ad uno Stato che finora è solo “chiacchiere e distintivo” faccia uno sforzo:

ci dica i nomi e i cognomi di chi si arricchisce in modo spropositato.

Lo dica per favore, ci deve questo, ma chiarisca anche che ben oltre la metà dei prelievi da gioco pubblico legale (quello che la gente perde) vanno allo Stato con cui paga anche il suo stipendio e quello dei tanti sanitari eroi di questo tragico periodo.
Faccia i nomi di chi si arricchisce, ma anche di chi è preposto al controllo sull’equo guadagno che spetta ad un Concessionario di Stato, visto che di questo stiamo parlando, ovvero di chi per conto dello Stato raccoglie il gettito erariale dei giochi.
Li faccia questi nomi e smetta di fare affermazioni superficiali, il suo ruolo istituzionale non lo consente e la sua superficiale risposta appare ancor più arrogante verso persone umili ma oneste ed intelligenti come Valentina.
Faccia un atto di autocoscienza, non dispensi generiche e errate affermazioni da campagna elettorale a chi vede a rischio il proprio futuro.
Buon lavoro, a lei che lo può fare e che spero lo affronti con l’onestà intellettuale che sta negando a Valentina, a 12.000 suoi colleghi, e alle loro famiglie.
Grazie»