Primi bilanci dell’effetto COVID-19 sulle attività di gioco legale. Tra i comparti che hanno subito maggiormente gli effetti del lockdown imposto dal Decreto del 9 marzo scorso c’è quello delle videolotterie.

In base a una prima elaborazione dei dati sui ricavi delle società concessionarie dei diritti per l’installazione delle videolotterie, nei primi tre mesi dell’anno si è registrato un calo di circa il 43%. Alla raccolta va ancora peggio, con un decremento di circa il 50% se si confrontano i dati del primo trimestre 2020 con quelli dell’anno precedente.

Ad incidere sui risultati non solo le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, emanate dal Governo, che hanno previsto la chiusura di sale giochi, bar e sale dedicate alle Vlt a partire dal 10 marzo.

Dal 1 gennaio infatti è entrata in vigore la norma che obbliga all’utilizzo della tessera sanitaria per giocare alle VLT, come previsto dal Decreto “Dignità”. Questa misura aveva già fatto registrare un calo della raccolta di circa il 32% dopo il primo mese. L’obbligo di utilizzo della tessera sanitaria ha imposto alle società concessionaria un repentino adeguamento dei sistemi e determinato l’espulsione dal gioco di quanti non dispongono del dispositivo, come nel caso degli stranieri.

Su molti altri giocatori invece questo obbligo viene percepito come una forma di controllo sui propri consumi, e quindi non gradito. Tra questi i giocatori definiti ‘problematici’ e che, molto verosimilmente, hanno orientato la loro attività di gioco verso offerte illegali, moltiplicando in questo modo i rischi ai quali si sottopongono.