E’ stata rinviata al 14 luglio prossimo l’udienza sul ricorso presentato da alcune concessionarie contro il ‘conto’ che l’ADM ha presentato alle stesse per la certificazione di conformità dei sistemi di Vlt.

Nello specifico le ricorrenti contestano “gli importi dovuti relativamente ai “costi per l’espletamento delle verifiche di conformità dei sistemi di gioco e dei giochi VLT eseguite e concluse dal partner tecnologico” (la Sogei s.p.a., ai sensi dell’art. 12, comma 1, lettera 1), punto 3 del d.l. 39/2009) in relazione prima al triennio dal 20 marzo 2013 al 31 dicembre 2015 e poi all’anno 2016 , somme che l’Agenzia riferisce di aver già anticipato annualmente.

Si “chiede l’annullamento di tali atti, assumendo l’illegittimità della quantificazione del richiesto corrispettivo e, in particolare, contestando la metodologia seguita (basata “sulla determinazione preliminare di un corrispettivo medio per ogni singola tipologia di verifica svolta nel periodo considerato dal partner tecnologico, nonché sul numero di verifiche effettuate per codesto concessionario e conclusesi nel medesimo periodo”), i parametri in base ai quali l’amministrazione è giunta alla determinazione dei relativi costi medi, il peso assunto dai prezzi praticati dalla Sogei s.p.a. e la scelta di addebitare i costi dei singoli sistemi di gioco e dei giochi “nuovi” interamente al primo concessionario e non già di ripartirli tra tutti i concessionari che li hanno in progresso di tempo adottati (come avrebbe, in tesi, imposto un logico criterio di giustizia distributiva)”.

Il Tar ha ritenuto “indispensabile, ai fini del decidere, acquisire dall’amministrazione resistente una circostanziata relazione, corredata di tutta la relativa documentazione a supporto, in cui dettagliatamente si chiariscano, in relazione a tutte le censure dedotte, i criteri seguiti ai fini della contestata quantificazione degli importi pretesi dalla società ricorrente e le ragioni sottese all’adozione degli stessi, anche al fine di poter valutare l’effettiva appartenenza della presente controversia alla giurisdizione dell’adito giudice amministrativo, nonché si evidenzi ogni altra informazione ritenuta comunque utile alla definizione del gravame”.