“Il giorno 30 settembre sì è scritta finalmente una pagina di giustizia nei confronti dei lavoratori delle piccole medie imprese”.

E’ il commento del C.N.I., consorzio che rappresenta imprese di gestione di apparecchi da intrattenimento, in riferimento ad una pronuncia del Tribunale di Salerno. “L’avvocato Carmela Landi, difatti, costruendo una perfetta difesa al nostro associato, ha dimostrato come i concessionari non diano respiro a chi li ha fatti crescere, l’Avvocato Landi, legale del C.N.I., difendendo un  nostro consigliere ha scritto finalmente una pagina di giustizia popolare e non aziendalista.

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Di seguito un riassunto della difesa:

In data 30 settembre 2019 la II sezione penale in composizione collegiale del Tribunale di Salerno ha emesso a favore del sig. P. G. sentenza ex art. 530 cpp di assoluzione perché il fatto non sussiste in riferimento all’imputazione di peculato per non aver versato al concessionario il PREU ed il canone di concessione AAMS.
Il Tribunale condividendo la tesi difensiva ha ritenuto non sussistente la fattispecie di reato di peculato in quanto le somme di denaro da versare a titolo di PREU e di canone AAMS sono somme che vengono incassate inizialmente dal gestore per le singole giocate e non possono definirsi o qualificarsi ex se di proprietà dello Stato in riferimento al PREU da versare, ma al contrario appartengono al gestore e contribuiscono a formare il suo complessivo reddito annuale di impresa.
Ed infatti, solo in un momento successivo viene calcolato in una misura percentuale prestabilita per legge l’importo del PREU da versare allo Stato.
Di conseguenza poiché giuridicamente le somme ricavate dalla giocate non costituiscono da subito denaro altrui di proprietà dello Stato ma proprietà del gestore degli apparecchi da gioco, la mancata corresponsione allo Stato del denaro ricavato dalle giocate non integra gli estremi della condotta materialmente incriminata dalla fattispecie di cui all’art. 314 cp mancando una vera e propria condotta di appropriazione di denaro altrui e quindi di denaro erariale
Il Tribunale è giunto a tale determinazione, sempre seguendo la prospettazione difensiva, anche dall’attenta analisi delle disposizioni normative di cui agli artt. 39 e ss del D.L. n. 269/2003, convertito in Legge n. 326/2003, che disciplinano proprio il PREU.

I ringraziamenti del presidente Chiodo e di tutto il C.N.I. nei confronti della dottoressa dottoressa Landi, professionisti come lei danno speranza a chi questo lavoro lo ha creato e fatto diventare grande!», conclude la nota.