Gli stabilimenti balneari potranno riaprire solo garantendo la distanza minima tra gli ombrelloni e senza apparecchi da intrattenimento.

Nell’ottica della possibile ripresa delle attività ricreative di balneazione e in spiaggia, che risultano al momento tra quelle sospese, Inail, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità ha realizzato una pubblicazione, approvata dal Comitato Tecnico Scientifico (CTS) istituito presso la Protezione Civile, nella seduta del 10 maggio 2020, che contribuisce a fornire elementi tecnici di valutazione al decisore politico circa la possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2, con l’obiettivo di garantire la salute e sicurezza sia degli operatori che dell’utenza.

Tra le indicazioni anche una serie di suggerimenti circa l’utilizzo dei servizi e spazi complementari.

“È da vietare – si legge- la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo (aree giochi, feste/eventi)”.

Vietati, quindi almeno per il momento, gli spazi di sale giochi così come tradizionalmente messi a disposizione delle clientela. Niente calciobalilla e videogiochi per i quali , a questo punto, bisognerà attendere specifiche indicazioni successivamente.

Alcune Regioni, come Liguria ed Emilia Romagna, si preparano a riaprire le spiagge già a partire dal 18 maggio, anche se il presidente della Regione Liguria Toti parla di misure inapplicabili. “Il Pd ci chiede di confrontarci con i balneari? Vergogna, vergogna, vergogna. Sa il principale partito di Governo a Roma che le linee guida nazionali per le spiagge prevedono distanze tra gli ombrelloni tali da ritenere unanimemente impossibile aprire gli stabilimenti balneari?”.

L’impossibilità di allestire aree giochi rappresenta un danno ulteriore per il comparto degli apparecchi che proprio sulla gestione di attività stagionali basa parte dei bilanci.