“Riciclaggio, traffico di droga anche internazionale, investimento di capitali illeciti, gioco d’azzardo e usura sono solo alcuni degli ambiti di azione di ‘ndrangheta, camorra e soggetti legati a Cosa nostra. E le loro relazioni con le mafie locali sono l’elemento che preoccupa molto per il moltiplicarsi dei reati e dei contesti criminali nella Capitale”.

E’ quanto si legge nel V Rapporto Mafie nel Lazio.

“Si tratta di un «modello – scrivono i magistrati Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino nel loro libro “Modelli criminali” – la cui perdurante funzionalità è dimostrata dai numerosi sequestri di beni e attività che si sono susseguiti negli ultimi anni. Con il tempo […] si stanno affermando  forme evolute e complesse d’investimento delle ricchezze mafiose: attraverso la penetrazione di un tessuto socio-economico nuovo e ricco di potenzialità, come quello romano, gruppi di camorra, cosche della ‘ndrangheta e anche importanti famiglie di Cosa nostra vi stanno esportando interi affari, delocalizzando e più spesso replicando attività quali la gestione delle sale gioco e delle slot machine, l’organizzazione del traffico delle sostanze stupefacenti, il controllo di improntati mercati commerciali»”.

“La forza di intimidazione e la condizione di assoggettamento costituiscono il vero e proprio patrimonio del gruppo, versato alla commissione non solo di reati nel settore del traffico di droga ma anche nella gestione dei videogiochi, nel recupero crediti, nell’acquisizione di attività economiche e commerciali, patrimonio che era stato acquisito attraverso azioni eclatanti nell’ambiente in cui operava, palesando un’effettiva capacità di intimidazione esteriormente riconoscibile e fondata sul prestigio criminale (…)»”.

“«Quando si parla di «mafie» – prosegue Giuseppe Pignatone in Antimafia – si indica la presenza di esponenti delle mafie tradizionali, soprattutto camorra e ’ndrangheta, in misura minore Cosa nostra […]. Tali esponenti a volte mantengono il contatto con le zone d’origine, a volte no: qui hanno delocalizzato […] le loro attività anche criminali (che consistono soprattutto nel traffico di stupefacenti, nel gioco e nel videogioco, che sono anche strumenti di riciclaggio, e nei grandi investimenti, ognuno con le proprie specializzazioni ulteriori)”.

“Le ultime indagini, fra le altre l’inchiesta “Hampa”, consentono di individuare figure che facilitano la risoluzione dei conflitti, evitano un eccessivo uso delle armi che attirerebbe l’attenzione degli investigatori, consentono una ripartizione degli affari e una moltiplicazione dei guadagni. Si tratta di uomini collocati in aree geografiche ben specifiche a cavallo di uno o più quartieri oppure di referenti per una o più ambiti di affari: la droga, il gioco d’azzardo, il recupero crediti abusivo”.

“«La provincia di Frosinone è interessata dalla presenza di alcune significative espressioni della criminalità mafiosa, soprattutto di clan camorristici di origine casertana, attivi nel traffico e nello spaccio di stupefacenti. Riscontri investigativi hanno inoltre, nel tempo, evidenziato gli interessi dei casalesi, dei Misso, dei Mazzarella anche nel settore del gioco, utilizzato per il riciclaggio di denaro in settori quali il bingo, la raccolta delle scommesse sportive ed ippiche, i videopoker e le cd. new slot”.

“L’operazione “Jackpot” consente agli investigatori di legare quel passato al presente fatto ancora di attentati, estorsioni, controllo del territorio e di attività economiche obbligate ad installare le video slot del re di Roma Nord. Un lungo dominio criminale durato decenni, in un cono d’ombra giudiziario e informativo”.