Il 28 gennaio 2020, il Tribunale di Pescara, in composizione monocratica, ha emesso due sentenze, con le quali ha annullato due ordinanze di ingiunzione dell’Ufficio dei Monopoli di Pescara.

Il procedimento amministrativo, con relativo sequestro degli apparecchi, era iniziato nel 2015, quando la Guardia di Finanza, facendo un controllo in un bar della Provincia di Pescara, trovava due apparecchi, che qualificava come totem, che a loro dire erano irregolari, perchè non collegati alla rete telematica dei Monopoli di Stato, e perchè sprovvisti di nulla-osta, e pertanto non idoenei al gioco.

Già nella fase istruttoria del procedimento amministrativo, l’esercente ed il proprietario degli apparecchi, tramite il loro legale Avv. Bernardo Procopio, facevano presente all’Ufficio dei Monopoli, che quegli apparecchi servivano solo per servizi online e che al loro interno vi era installato un concorso operazione a premi, regolarmente comunicato al Ministero dello Sviluppo economico, per come previsto dal DPR 430/2001, sottolineando che quegli apparecchi non davano nessuna vincita in denaro, o in altre utilità.

L’Ufficio dei Monopoli di Pescara, in ogni caso emetteva le ordinanze di ingiunzione, che le parti impugnavano davanti al Tribunale di Pescara, tramite l’Avv. Bernardo Procopio, il quale rappresentava al Tribunale, che quelle macchine erano regolari a norma di quelle previste dal D.P.R. 430/2001, e che soprattutto le stesse non davano vincite in denaro, o che quanto meno l’ufficio non era riuscito a dimostrarlo in alcun modo.

La convinzione delle parti nasce dal fattto che le stesse erano corredate da una perizia tecnica giurata, eleborata da un tecnico, che ha certificato che gli apparecchi erano conformi alle norme previste dal D.P.R. 430/2001.

Il Tribunale di Pescara ha accolto le tesi dell’Avv. Bernardo Procopio, annullato le ordinanze ingiunzione, e condannato i resistenti alle spese.

Finalmente, – commenta l’avv. Procopio – un Tribunale della Repubblica ha riconosciuto che per ritenere un apparecchio irregolare occorre che l’irregolarità venga dimostrata e non sia solo presunta“.