Il Tribunale di Bari ha confermato il risarcimento danni al titolare di una sala giochi che, a causa di diversi black out, ha registrato un danneggiamento delle slot oltre ad un mancato incasso

Confermato il risarcimento disposto dal Giudice di Pace al titolare di una sala giochi per i disagi dovuti alla interruzione della fornitura di energia elettrica.

Con atto di citazione, notificato al Tribunale di Bari, il gestore ha lamentato che nella sala giochi di cui è proprietario, a partire dai primi giorni del mese di novembre del 2013 fino al gennaio del 2014, con cadenza quotidiana, si erano verificate anomalie nell’erogazione dell’energia elettrica, consistenti in particolare nella ” sospensione ed intermittenza ” della corrente elettrica. Ciò aveva provocato non solo il danneggiamento delle slot machines e dei personal computer adibiti alle scommesse on line presenti nella sala giochi, ma anche la diminuzione della clientela, atteso che le interruzioni nell’erogazione dell’energia elettrica avevano impedito ai clienti di utilizzare i predetti terminali. Ne era pertanto scaturito un danno quantificato dall’attore in EUR 5.000,00.

Per il giudice “nell’evidenziare che nel caso di specie è stata provata la perdita della clientela subita dall’attore/appellato a causa del cattivo funzionamento delle apparecchiature correlato alle interruzioni della corrente elettrica, ritiene il Tribunale, condividendo quanto sostenuto dal Giudice di prime cure, che tale pre-giudizio “…non può essere provato nel suo preciso ammontare…” ex art. 1226 c.c. È evidente, infatti, la difficoltà tecnica della quantificazione di un simile danno. Invero, ai fini di una analitica e precisa quantificazione, occorrerebbe valutare e accertare l’incidenza delle interruzioni e delle sospensioni della corrente elettrica nel funzionamento dei terminali presenti nella sala giochi, nonché la consistenza degli affari che l’appellato/attore avrebbe potuto concludere e l’effettivo corrispettivo che, al netto delle spese, sarebbe stato da questi percepito. Pertanto, deve ritenersi che non vi sia ragione per disattendere la liquidazione del danno da lucro cessante ragionevolmente operata dal primo Giudice ai sensi dell’art. 1226 c.c”.