«Su un palcoscenico una compagnia di attori prova la commedia “Il giuoco delle parti”, irrompono sei personaggi che chiedono al capocomico di dare loro vita artistica…

Quanto sopra – scrive Patrizio Perla – è l’introduzione di una delle più famose opere teatrali di Pirandello che risale a quasi un secolo fa (1921) accentrata sul problema dell’autonomia dei personaggi, che nonostante sia dall’autore appena abbozzato “pretendono una vita vera, una vita in svolgimento al di fuori della fissità raggelata e falsa dell’arte”.

Qualche giorno fa in un palcoscenico di un Comune del Lazio, il terzo per numero di abitanti, si è svolta una rappresentazione “teatrale” che la compagnia ha voluto chiamare ” conferenza stampa” dal titolo “Il Comune ha vinto al Consiglio di Stato”.

Il dramma di Pirandello quando fu rappresentato per la prima volta al teatro Valle di Roma ebbe un esito tempestoso e la rappresentazione fu contestata al grido di ” manicomio manicomio” é vero che la storia si ripete,  ma anche si evolve,  negli ultimi anni nelle platee cosi come nelle piazze il grido che più ho sentito é stato “onestà onestà”, la nostra compagnia se ne è fatta promotrice, perciò mi sarei aspettato una rispondenza all’onestà dalla compagnia stessa visto l’argomento trattato,  scritto da un riconosciuto e blasonato autore, il famoso Spada Palazzo.

Invece si è utilizzato il testo a proprio uso e favore, omettendo volutamente e colpevolmente di ricordare che lo stesso autorevole autore solo quattro giorni prima, ad una compagnia di Monza aveva fornito una interpretazione, sullo stesso argomento, totalmente opposta a quella rappresentata su questo palcoscenico. L’onesta va applicata a tutti i livelli, soprattutto a quelli morali!

Purtroppo gli autori  e gli attori di un tempo non ci sono più!

Le qualità di un vero attore si vedono quando sale sul palcoscenico e mette la  faccia “istituzionale” appropriata al personaggio proposto dal testo, deve saperlo interpretare sia quando se  ne condivide la storia che quando lo si sente lontano, un vero capitano guida la sua barca sia quando c’è mare calmo ed ha il vento in poppa che quando  i venti iniziano ad essere contrari ed il mare è in burrasca, li si capisce quale è un vero capitano e quale è un nocchiero alla Schettino.

 

Ogni giorno prendo il giornale per cercare la data del secondo atto della “conferenza stampa” della stessa compagnia dal titolo “abbiamo perso in due anni otto milioni di voti”, ma dal 21 settembre data presunta di uscita dello spettacolo ad oggi ancora nulla è pervenuto.

Conosciamo gli attori:

Il nobile Barone: Capocomico e pseudo saccente, irrispettoso del prossimo che non esita ad aggredire verbalmente chi osa contraddirlo mentre recita la sua poesiola a memoria, chiaramente quello è un fatto caratteriale che non riesce a controllare, personalmente l’ho incontrato  in tre occasioni ed è sempre finita allo stesso modo, parla, straparla, per poi abbandonare irritato, non regge il confronto con il pubblico.

Ogni tanto, come in questa occasione, prova a sdottoreggiare sui testi ma si capisce che non è proprio il suo campo, infatti la prima cosa che un attore dovrebbe sapere è che i testi degli autori sopratutto quelli autorevoli come questo non si commentano, ma si applicano; facendo un parallelismo proprio come le sentenze in giurisprudenza.

A proposito, mi sembra opportuno ricordargli che in Italia i testi teatrali, così come le sentenze, non fanno “giurisprudenza” lo dice anche la nostra bellissima Costituzione che all’articolo 101.2 recita : ” I giudici sono soggetti soltanto alla legge”, ciò significa che non è vincolato dall’interpretazioni degli altri giudici, lo stesso concetto in piccolo si può riportate al teatro.

La consigliera della Papessa: Voce fuori campo in questo spettacolo, personaggio femminile di spicco e sempre presente nei vari tour cittadini e regionali, persona sicuramente educata e piacevole anche fuori dal palcoscenico, anche Lei ho conosciuto  personalmente,  con me si era impegnata a farmi ottenere un invito a corte,  dopo quattro tentativi che avevo fatto e che non erano stati degni neanche di risposta, ma si sa gli attori promettono alla luna…

Probabilmente non è riuscita, come Pirandello, ad eliminare lo “spazio” ed il “luogo” propri del teatro, annientando i ruoli e dilatando lo spazio teatrale fino al coinvolgimento del pubblico.

Eppure da una compagnia cosi rappresentativa mi sarei aspettato di più, agli albori erano partiti per aprire il teatro come una scatoletta di tonno, poi però probabilmente hanno capito che il tonno, specialmente il pinna gialla è buono e può legare indifferentemente a tavola sia con quello pinna verde che con quello pinna rosso.

Una compagnia in decadenza che due anni fa aveva uno share del  32 % e che oggi ha una percentuale vicina alla pressione dei pneumatici della mia automobile…

Ricordo ancora la programmazione teatrale proposta con titoli ad effetto che avevano prodotto una grossa prevendita e che poi però nella sostanza è stata tutta disattesa.

Cito alcune opere della locandina: “TAV, TAP, ILVA, F35, Condono edilizio Ischia, Terra dei fuochi, Condono fiscale, salvataggio banche, Restituzione stipendi, Vaccini, Niente alleanze, Limite dei due mandati etc”, potrei ancora continuare ma mi fermo qui.

Come dicevo tutti questi spettacoli sono stati un totale fallimento sia per la compagnia ma anche al livello a loro superiore. L’unica opera che ancora replicano è quella sul gioco, un’opera minore che ormai come argomento è cosi inflazionato e che  visti i problemi seri del paese non interessa quasi più nessuno anche perché viene proposto in un modo ripetitivo e soprattutto senza competenze.

Oltretutto lo spettacolo è ridotto al lumicino, prendendo in considerazione solo un piccolo segmento, il più facile da attaccare, continuando a guardare la pagliuzza mentre si ignora la trave.

La voce fuori campo continua a ripetere, impropriamente durante lo spettacolo, che l’attore non può andare oltre a quanto fa perché la competenza non è più in capo alla compagnia ma agli autori, vorrei ricordare alla simpatica consigliera che se hanno stabilito uno spazio temporale massimo, il comico di turno può decidere il tempo delle battute e soprattutto le pause  durante queste fasce, è sufficiente capire ed interpretare in maniera onesta la rappresentazione che si è svolta nel teatro di Bergamo….

Amo il teatro quindi sempre disponibilissimo a qualsiasi confronto sui testi.

Il ragazzo “Carens usu” (dal latino che significa mancante di esperienza) spendo due parole anche su questo giovane attore che è approdato al teatro quasi per caso, ha messo come per gioco il suo nominativo su di una piattaforma tra il simil francese e una cosetta da quattro amici al bar e li ha incassato una settantina di “mi piace”, dopo qualche tempo si presenta in un teatro della provincia dove ottiene il ruolo di attore anche con soli 137 like.

Ho avuto modo di conoscere anche lui e devo dire che l’impressione immediata che ho avuto è stata quella di avere a che fare con una comparsa più che con un attore,  magari con lo studio si farà,  ho voluto approfondire ed ho visto il suo curriculum dove sono elencati alcuno lavori svolti, per carità onesti, ma che non gli danno nessuna competenza per potersi atteggiare a grande attore per poi pretendere la parte dove può decidere il futuro umano e lavorativo di tante persone del pubblico.

Vorrei concludere chiedendo a voi un giudizio su questa compagnia, a mio parere sono sicuro che l’impegno ce lo mettono, ma purtroppo  continuano a sentire solo il                 “suggeritore” dalla bocchetta del palcoscenico  perdendo così la razionalità e la qualità delle battute fidandosi del fatto che il suggeritore è uno dei più vecchi della categoria, un cosiddetto “senior” parola che poi per puro caso ha anche la stessa etimologia di senatore.

Sono sicuro che tutti vi state chiedendo quale è il mezzo personaggio in cerca d’autore mancante, ebbene è quello che  lascio alla Vostra fantasia ed ai Vostri desideri, ognuno potrà vederlo in tutto ciò che sogna e spera che gli si  realizzi, in questo mondo siamo tutti autori ma soprattutto attori sul palcoscenico della vita!

Chiudo con una  frase del grande (Lui si ) Gigi Proietti: ” BENVENUTI A TEATRO. DOVE TUTTO E’ FINTO MA NIENTE E’ FALSO”».