Il Consiglio di Stato ha dato ragione al comune di Tortona considerando legittima l’ordinanza n. 3/2017 del 3 gennaio 2017 con la quale si impone la chiusura delle sale gioco e l’obbligo agli esercenti di locali pubblici di spegnere le macchinette mangiasoldi dalle 0 alle 14 di tutti i giorni e impone il seguente orario: apertura non prima delle 8 e chiusura non oltre le 24.

A tale ordinanza ha fatto ricorso straordinario al presidente della Repubblica la società Lailka srl, titolare di una sala giochi in città, con la richiesta di posticipare l’orario di chiusura dalle 24 alle 3, richiesta che il Consiglio di Stato ha respinto giudicando lecita l’ordinanza del comune. Il provvedimento è stato preso dall’amministrazione Bardone per arginare il dilagare della ludopatia. Come dice l’ordinanza confermata in essere “l’area urbana è stata nell’ultimo decennio capillarmente occupata da installazioni di gioco aleatorio, presso l’Asl è stata attivato un servizio ambulatoriale per il trattamento del gioco d’azzardo patologico e si è ritenuto necessario adottare un provvedimento a tutela dei cittadini tortonesi soprattutto per impedire l’accesso alle sale e alle slot machine nelle fasce orarie nelle quali è più probabile l’accesso degli anziani e degli adolescenti”. Inoltre il comune richiama anche all’indagine condotta dal dipartimento delle dipendenze Asl da cui risulta che la media dei soggetti a rischio di ludopatia in Piemonte è più alta di quella nazionale ed è in costante aumento.

Il Consiglio di Stato quindi ha respinto il ricorso della sala giochi perchè infondato, mentre l’ordinanza comunale è conforme al dettato normativo ed adeguatamente istruita e motivata.

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