Il Tribunale Civile di Torino ha confermato la sanzione di 24.000 euro a un esercente del capoluogo per aver installato 6 apparecchi da gioco (slot e di puro intrattenimento) in violazione della legge regionale del Piemonte che impone la distanza minima di 500 metri da un istituto bancario e da una chiesa (ritenuti luoghi sensibili).

L’esercente ha promosso una causa contro il Comune di Torino contestando, tra l’altro, l’illeggittimità della norma regionale.

In una articolata sentenza il giudice ha rigettato le opposizioni dell’esercente, tra cui quella che riteneva sproporzianata la norma rispetto alle finalità della stessa.

“L’incidenza peggiorativa- si legge nella pronucia- non è sproporzionata rispetto ai rilevanti interessi pubblici quali sicurezza, dignità, libertà umana, utilità sociale e salute pubblica”.

Rigettata anche la richiesta dell’esercente sanzionato di chiamare in causa la società  concessionaria di rete in qualità di soggetto obbligato solidale, affermando che soltanto a questa spetta l’installazione degli apparecchi.

Per il Tribunale il proprietario degli apparecchi è comunque individuato dalla normativa applicabile alle violazioni amministrative quale obbligato in solido ed è soggetto che ha la possibilità e deve verificare il rispetto della normativa con riguardo alla ubicazione degli stessi e alle azioni necessarie al loro funzionamento presso gli esercizi con modalità conformi alla prescrizione normativa in materia e in particolare al rispetto della distanza tra gli esercizi commerciali in cui sono installati gli apparecchi e i luoghi sensibili.

L’esercente è stato condannato anche alle spese di giudizio in favore del Comune di Torino.