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Postazioni di computer negli Internet point dedicate alle scommesse clandestine. È questa la nuova frontiera del gioco d’azzardo, che ha attirato l’attenzione della polizia amministrativa di Torino. Lo scorso anno, gli agenti coordinati dalla dirigente Maria Grazia Corrado hanno individuato una decina di locali che avevano favorito le scommesse clandestine. Con varie modalità e gradazioni: alcuni titolari avevano dedicato alle scommesse soltanto alcune postazioni, altri avevano «puntato» tutto su quel business. La normativa regionale ha regolamentato l’apertura delle sale giochi e scommesse. In particolare, a Torino non possono esistere a meno di 500 metri (300 nei Comuni sotto i 5 mila abitanti) da luoghi di culto, scuole, ospedali e altri luoghi sensibili. Per aggirare queste restrizioni, come scrive La Stampa, qualcuno ha puntato su Internet. I gestori sono quasi sempreb di origine straniera, spesso cinesi.

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