La Commissione Europea, attraverso la Direzione direzione generale del Mercato interno, ha avviato una procedura d’esame su osservazioni in merito al decreto di regole tecniche che introducono l’obbligo di tessera sanitaria per poter giocare con slot e videolotterie.

La Commissione ha dato ufficialmente il via libera al documento di regole tecniche nella giornata di ieri, ultimo giorno del periodo di stand still previsto.

Con la conclusione del procedimento, così come previsto dalla normativa comunitaria che impone, entro il 1 gennaio 2020, l’utilizzo della tessera sanitaria alle Vlt e successivamente alle slot, quando sarà attuato il decreto del Mef per la sostituzione degli attuali apparecchi con le slot di nuova generazione, si è deciso di accettare a titolo di denuncia, una serie di osservazioni sul decreto. Si tratta di segnalazioni su possibilità criticità che potrebbero risultare in contrasto con la normativa comunitaria.

Nello specifico si  fa riferimento all’introduzione dell’obbligo della tessera sanitaria e al fatto che potrebbe essere in contrasto con le norme comunitarie e alle Direttive 2002/21/CE , 2002/22/CE, 2002/58/CE oltre alle successive 2006/24/CE , 2009/136/CE e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa a tutela dei consumatori, perché i cittadini comunitari ed extracomunitari se non in possesso di tale tessera sanitaria o documento analogo, unico che contiene codice a barre per l’individuazione della data di nascita, non avrebbero accesso ai giochi comma 6/a del 110 TULPS (New Slot o AWP).

Altra grave infrazione o violazione potrebbe nascere una schedatura, memorizzata all’interno della scheda di gioco e accessibile al produttore della scheda stessa in caso che questa venga inviata alla riparazione, oppure tali dati potrebbero entrare nella disponibilità dei concessionari di rete senza il consenso dell’ignaro giocatore.

Evidenziato, nella denuncia, anche il rischio che la tessera possa essere clonata attraverso software facilmente reperibili in commercio.

Dovesse la Commissione decidere di dare seguito alla denuncia e di avviare un procedimento formale di infrazione, lo scopo essenziale sarebbe di garantire che la legislazione dello Stato membro sia conforme al diritto dell’Unione.