La tessera sanitaria come strumento indispensabile per accedere al gioco attraverso le slot ha fatto ufficialmente il suo debutto il 1 gennaio sul mercato italiano.

La novità è stata accolta senza troppe difficoltà dall’industria di settore che si era organizzata per tempo al rispetto dell’obbligo di legge adeguando gli apparecchi al dispositivo.

Meno preparati i giocatori, molti dei quali non sembrano aver capito bene la necessità di accedere con una tessera sanitaria al fine di verificare il requisito della maggiore età all’interno di luoghi dove non risulta possano accedere i minori.

Detto questo è noto che non tutti usino dotarsi di tessera per accedere a servizi diversi da quelli di ambito sanitario e per qualcuno non sembra sia ancora chiaro che verranno registrati gli accessi di ogni giocatore.

Qualche problema, per altro previsto, con l’utilizzo della tessera tra chi ha detto di non possederne una (magari perché straniero) e chi ha giudicato l’operazione di accesso troppo macchinosa.

Per ora insomma il giudizio, da parte degli utenti, pare si sia mantenuto né positivo né troppo negativo. L’utilizzo di questa soluzione come strumento per limitare i rischi legati al gioco compulsivo e quello minorile, salutato come una innovazione in Italia, risulta al contrario essere piuttosto superato su altri mercato dove oggi si sta sperimentano il riconoscimento biometrico. Ma, questa, è un’altra storia, come si dice, e per il momento non resta che distrigarsi tra tessere esibite, non possedute e in molti casi dimenticate all’interno dei locali di gioco.