La Decima Sezione del Tribunale Civile di Roma ha respinto il ricorso ex art. 700 c.p.c. di un gestore di slot che aveva chiesto l’emissione di un provvedimento d’urgenza volto “a far cessare immediatamente l’ingiusto provvedimento di sospensione dell’attività di raccolta” posto in essere da un Concessionario a fronte del mancato pagamento delle somme dovute in ragione della riduzione dei corrispettivi della filiera ai sensi della Legge di Stabilità 2015 (Tassa di 500 milioni).

La vicenda si riferisce a ben nota tassa a carico del settore delle slot di 500 milioni introdotta dalla Legge di Stabilità 2015. Contro tale provvedimento sono stati presentati ricorsi al Tribunale Amministrativo e si pronunciata anche la Consulta. Nolti gestori di apparecchi sono ricorsi alla giustizia civile contro le azioni dei concessionari di rete.

In particolare, in questo caso, il gestore, che nelle more era stato costretto a chiudere i locali e cessare ogni attività, aveva eccepito l’illegittimità del comportamento del Concessionario per avere  unilateralmente stabilito in 1.207 euro per ciascun apparecchio la somma dovuta dal gestore e per avere lo stesso disattivato le VLT e le AWP del gestore inadempiente.

Il Tribunale di Roma, che ha accolto la tesi del Concessionario, ha ritenuto insussistente il diritto del gestore a pretendere la riattivazione degli apparecchi, evidenziando che sia la sentenza della Corte Costituzionale n. 125/2018 che le recenti pronunce del TAR Lazio del 24 giugno u.s., hanno chiarito in maniera inequivocabile che “l’onere del prelievo forzoso non è più a carico solo dei concessionari ma grava su tutti gli operatori della filiera del gioco lecito e quindi anche su esercenti e gestori”.

Sulla base di tali assunti il Tribunale di Roma, con una sentenza che Jamma.it ha potuto visionare in esclusiva, ha ritenuto di dover escludere che il Concessionario resistente “abbia illegittimamente preteso gli importi in questione e che abbia determinato la inesorabile difficoltà ricorrente ad onorare gli impegni presi e l’aggravamento della sua posizione debitoria, a dire della ricorrente stessa, causato dalla sospensione del servizio” da parte del Concessionario.

Il documento integrale della sentenza del Tribunale Civile a questo link

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