tribunale

Il Tar Lazio ha respinto il ricorso di due società concessionarie della rete delle slot contro la Tassa di 500 milioni, imposta aggiuntiva applicata alla raccolta di gioco degli apparecchi con la legge di Stabilità 2015.

La disposizione contestata è stata introdotta conil decreto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli prot. n. 4076 del 15 gennaio 2015, in attuazione dell’art. 1, comma 649, della legge n. 190/2014, è stato stabilito che le Società concessionarie dovessero versare, per l’anno 2015, in aggiunta ai corrispettivi già versati all’Erario e all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, un ulteriore importo, così come nello stesso decreto indicato, determinato in quota proporzionale al numero di apparecchi ad essi riferibili alla data del 31 dicembre 2014, isuddiviso in due rate, di cui una, pari al 40%, entro il 30 aprile 2015 ed una, pari al 60%, entro il 31 ottobre 2015.

Le ricorrenti avevano contestato la violazione di legge. Violazione e falsa applicazione dell’art. 1, comma 649, della legge n. 190/2014. Violazione del giusto procedimento. Violazione e falsa applicazione dell’art. 3 della convenzione di concessione. Eccesso di potere per arbitrio e difetto di motivazione.

L’Avvocatura generale dello Stato, intervenendo in merito al ricorso ” ha in primis eccepito il difetto di legittimazione passiva degli intimati Ministero dell’Economia e delle Finanze e Presidenza del Consiglio dei Ministri, attesa la loro estraneità rispetto al gravato provvedimento del 15 gennaio 2015, e ha poi rappresentato la posizione delle Amministrazioni patrocinate, come brevemente si illustra di seguito.

La norma della legge di stabilità oggetto di contestazione non avrebbe istituto un nuovo tributo, ma operato una riduzione dei compensi dei soggetti che compongono le filiere della raccolta di gioco praticato mediante apparecchi.

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