Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha pronunciato ordinanza sul ricorso proposto da un Centro Scommesse rappresentato e difeso dagli avvocati Matilde Tariciotti e Luca Giacobbe, per l’annullamento della nota del Comune di Paderno Dugnano (MI) contenente diniego al rilascio Istanza finalizzata “al cambio d’uso senza opere da negozio ad attività di scommesse sportive”.

“Il TAR Lombardia – affermano gli avvocati Matilde Tariciotti e Luca Giacobbe – conferma l’indirizzo secondo cui i comuni non possono negare l’apertura delle sale scommesse e sale bingo attraverso il diniego del mutamento di destinazione d’uso sulla base del distanziometro della legge regionale Lombardia 8/2013.

Questa legge infatti in virtù di un principio di tassatività si applica alla sola installazione di apparecchi e quindi in presenza di una sala che intende raccogliere le scommesse senza ubicare gli apparecchi non è soggetta al distanziometro ai fini del rilascio del permesso a costruire”.

Di seguito la sentenza:

“1. Considerato che: a) a fronte di provvedimenti negativi la tutela cautelare può assumere carattere propulsivo e concretizzarsi nella forma del remand con cui il Giudice ordina all’Amministrazione di riesaminare l’istanza del privato in base ai criteri da esso individuati alla luce degli elementi di fondatezza del gravame; b) simile misura risulta, tuttavia, suscettibile di adozione soltanto laddove ricorrano i presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora, indicati all’articolo 55 del codice del processo amministrativo.

  1. Considerato che tale forma di tutela non può trovare applicazione nel caso di specie con riferimento alla Questura di Milano che ha avviato ma non ancora concluso il procedimento amministrativo di competenza, e, pertanto, deve ritenersi operante il disposto di cui all’art. 34. co. 2, primo periodo, c.p.a.
  2. Ritenuto di svolgere con riferimento ai soli provvedimenti comunali le seguenti considerazioni.
  3. Considerato che la previsione normativa richiamata nel provvedimento di diniego (aggiunta dall’articolo 2 della L.R. n. 11 del 6 maggio 2015) dispone testualmente: “I mutamenti di destinazione d’uso di immobili, anche non comportanti la realizzazione di opere edilizie, finalizzati alla realizzazione o all’ampliamento di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono subordinati a permesso di costruire. Ai fini del rilascio del permesso di costruire, il comune, fatto salvo quanto disposto dall’articolo 36, provvede alla verifica del limite della distanza da luoghi sensibili previsto dall’articolo 5, comma 1, della l.r. 8/2013”.

4.1. Considerato che quest’ultima disposizione impone al Comune, prima di rilasciare il permesso di costruire, di verificare il rispetto della previsione che vieta la nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito di cui all’articolo 110, comma 6, del r.d. 773/1931 in locali che si trovino a una distanza, determinata dalla Giunta regionale entro il limite massimo di cinquecento metri, da istituti scolastici di ogni ordine e grado, asili nido d’infanzia, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori.

4.2. Considerato che la disposizione posta a fondamento del provvedimento impone, quindi, il rilascio del permesso di costruire per sale giochi, sale scommesse e sale bingo, senza distinguere tra le tipologie di attività svolte. Nel solo caso in cui le sale utilizzino apparecchi per il gioco d’azzardo lecito di cui all’articolo 110, comma 6, del r.d. 773/1931, il rilascio del permesso risulta subordinato ad un ulteriore presupposto, consistente nella positiva verifica da parte del Comune della distanza dei luoghi sensibili (T.A.R. per la Lombardia – sede di Milano, Sez. II, 27 agosto 2018, n. 2022).

4.3 Considerato che, nel caso di specie, il ricorrente non chiede di installare apparecchi per il gioco d’azzardo lecito e che, di conseguenza, non paiono, prima facie, infondati i motivi di ricorso con i quali si evidenzia l’erroneità della decisione comunale nella parte in cui pone a fondamento del diniego un presupposto non richiesto dal legislatore regionale.

4.4. Considerato che le pur analitiche difese comunali non sembrano tener adeguatamente conto dell’orientamento espresso dal Giudice d’Appello con riferimento ai limiti di intervento dei Comuni laddove la disciplina in materia sia regolata dal legislatore regionale (cfr.: Consiglio di Stato, Sez. IV, 16 giugno 2017, n. 2958).

4.5. Considerato, inoltre, che, pur volendo ritenere sussistenti margini di autonoma operatività dei Regolamenti comunali, quello adottato dall’Amministrazione comunale si limita a richiamare la L.r. 8/2013 senza, invero, operare una espressa estensione di tale normativa a situazioni come quella all’attenzione del Collegio (cfr.: art. 4 del Regolamento comunale).

  1. Ritenuto, pertanto, di ordinare all’Amministrazione comunale di riesaminare la posizione della Società ricorrente alla luce delle considerazioni esposte nella presente ordinanza e di provvedere, all’esito, ad adottare nuovi provvedimenti (di modifica o di conferma di quelli impugnati) da depositarsi in giudizio e notificarsi alla ricorrente entro e non oltre il termine di trenta giorni dalla comunicazione del presente provvedimento.
  2. Ritenuto di fissare, per il prosieguo della trattazione della domanda cautelare, l’udienza in camera di consiglio del 16 febbraio 2021, ore di regolamento.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda),

  1. a) accoglie ai fini del riesame e, per l’effetto, ordina all’Amministrazione comunale di riesaminare la posizione della Società ricorrente alla luce delle considerazioni esposte in motivazione e di provvedere, all’esito, ad adottare nuovi provvedimenti (di modifica o di conferma di quelli impugnati) da depositarsi in giudizio e notificarsi alla ricorrente entro e non oltre il termine di trenta giorni dalla comunicazione della presente ordinanza;
  2. b) fissa per la prosecuzione della trattazione della domanda cautelare l’udienza in camera di consiglio del 16 febbraio 2021, ore di regolamento.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 3 dicembre 2020, tenutasi mediante collegamento da remoto in videoconferenza per mezzo della piattaforma in uso presso la Giustizia amministrativa…”.