tribunale

Confermata la revoca dela licenza 86 Tulps, necessaria per l’installazione di apparecchi da intrattenimento, all’esercizio pubblico che raccolglie scommesse illegalmente, ovvero senza la necessaria licenza. E’ quanto ha stabilito il Tar Sicilia, rigettando il ricorso di un esercente di Palermo.

I giudici ribadiscono che “l’amministrazione ha comprovato, con il deposito documentale di cui da ultimo, che, invece, già nell’anno 2015, era stata contestata al ricorrente la raccolta illegale di scommesse sportive all’interno della medesima cartoleria;

Considerato che la circostanza che il ricorrente avrebbe “fatto introitare, per suo tramite, all’erario, attraverso l’installazione di apparecchiature lecite del gioco da intrattenimento collegate alla rete statale, migliaia di euro a titolo di PREU” è irrilevante, atteso che il rispetto della licenza è atto dovuto;

Considerato che non si ritiene la non proporzionalità della sanzione applicata al ricorrente attesa la obiettiva gravità delle condotte contestate;

Considerato che il comportamento successivamente tenuto da parte del ricorrente è irrilevante e, peraltro, non appare nemmeno comprovato in atti, anche con riferimento alla risoluzione del contratto stipulato con la società XXXX, che, in realtà, è un mero pdf non firmato digitalmente, né datato e di cui non è stato comunque comprovato l’inoltro;

Considerato che, dal tenore dell’atto impugnato, risulta che le controdeduzioni del ricorrente sono state prese in considerazione e acquisite al procedimento e almeno su di uno specifico profilo delle predette contestazioni vi è una specifica contestazione;

Considerato, quanto alla titolarità in capo al XXX s.r.l. di specifica concessione rilasciata da A.A.M.S., che la predetta circostanza è priva di rilevo atteso che è stato contestato a parte ricorrente di non essere in possesso di apposita licenza ex art. 88 T.U.L.P.S., che è necessaria per lo svolgimento dell’attività di raccolta delle scommesse di gioco”.

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