Il Tar Lazio ha confermato la legittimità della cancellazione dall’Elenco degli operatori del gioco se la società che opera nella raccolta per tramite di apparecchi da gioco ha come rappresentante legale un individuo candannato per furto.

Si legge: “La sussistenza di una sentenza penale di condanna è requisito ostativo al rilascio del provvedimento di iscrizione (o di rinnovo dell’iscrizione) nell’elenco dei soggetti abilitati allo svolgimento di attività di raccolta di gioco mediante apparecchi con vincita in denaro, ex art. 1, comma 533, L. n. 266/2005″.