Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha respinto – tramite decreto – il ricorso presentato contro Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm), Regione Lombardia non costituiti in giudizio; in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento n. 374103/RU del 26 ottobre 2020 a firma del Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), nella parte in cui fa espressamente salve “le norme più restrittive adottate dalle singole Regioni” rispetto a quanto previsto dal D.P.C.M. 24 ottobre 2020; dell’ordinanza del Presidente della Giunta della Regione Lombardia 27 ottobre 2020, n. 624, avente ad oggetto “ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da covid-19. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica, dell’art. 3 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19 e dell’art. 1 comma 16 del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33”, nella parte in cui stabilisce (art. 8), che “resta sospeso il gioco operato con dispositivi elettronici del tipo “slot machines”, comunque denominati, situati all’interno degli esercizi pubblici, degli esercizi commerciali e di rivendita di monopoli”.

Si legge: “Premesso che funzione del decreto cautelare non è quella di anticipare il giudizio, ma solo quella di prevenire pregiudizi irreversibili, tali che non possano essere evitati nemmeno dalla misura cautelare collegiale; dato atto che, a questi fini, la gravità del danno va valutata con una ragionevole comparazione degli effetti che il provvedimento cautelare produce sui contrapposti interessi delle parti; considerato che: alla luce dei dati concreti che connotano la fattispecie del gravame depositato e la posizione legittimante della società ricorrente, la stessa, in qualità di esercente attività di gestione, ai sensi dell’art. 86, comma 3 T.U.L.P.S., di apparecchi da gioco lecito di cui all’art. 110, comma 6, lett. a) T.U.L.P.S. per conto di concessionari dello Stato, nell’ambito del territorio della Regione Lombardia, in forza di autorizzazioni debitamente rilasciate dalle competenti Autorità amministrative, come risulta da iscrizione nel registro “RIES”, si trova ad essere al momento incisa dall’adozione dei provvedimenti gravati (provvedimento n. 374103/RU del 26 ottobre 2020 a firma del Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; ordinanza del Presidente della Giunta della Regione Lombardia 27 ottobre 2020, n. 624); si possono ritenere insussistenti i presupposti dell’estrema gravità ed urgenza richiesti dall’art. 56, primo comma, del c.p.a., stante la prospettazione del periculum in mora ancorata soprattutto alla scadenza del termine di efficacia della misura preclusiva imposta (13 novembre 2020) e senza un’adeguata descrizione di un pericolo diverso da quello essenzialmente economico e perciò ristorabile in caso di accoglimento del medesimo gravame; nel caso di specie la grave situazione epidemiologica diffusa in tutto il territorio nazionale, e con maggiore incidenza nella Regione Lombardia, nonché la possibile coerenza con provvedimenti anche a carattere nazionale già adottati, inducono a ritenere – prima facie ed allo stato – del tutto recessivo il nocumento economico come prospettato rispetto a quello potenzialmente più dirompente della diffusione del virus COVID 19, già adeguatamente descritto nel preambolo degli atti impugnati; considerato, altresì, che tali circostanze in fatto inducono a denegare la predetta misura cautelare prima della data della camera di consiglio utile del 2 dicembre 2020, nel cui contesto potranno essere assunte le eventuali determinazioni idonee alla definizione del giudizio nello stato in cui versa;

P.Q.M.

Respinge la domanda di misura cautelare monocratica.

Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 2 dicembre 2020”.