Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da alcune società del settore giochi contro Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute e Adm, in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del D.P.C.M. in data del 3.11.2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 5.11.2020, a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della Salute avente ad oggetto “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19” limitatamente al comma 1 comma 9 lett. L e 14 con il quale è stata disposta la sospensione dell’attività di “sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differenti” fino al 3.12.2020; per quanto possa occorrere dell’Ordinanza del Ministro della Salute emessa in data 4 novembre 2020 avente ad oggetto misure di contenimento del contagio nei territori di cui agli allegati 1 e 2 e di ogni altro atto presupposto e consequenziale ancorché non conosciuto, ivi compresi i verbali nn. 122 e 123 delle sedute del 31 ottobre e 3 novembre 2020 del Comitato tecnico-scientifico di cui all’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile 3 febbraio 2020, n. 630, e successive modificazioni e il verbale in data 4 novembre 2020 della Cabina di regia di cui al decreto Ministro della Salute del 29 maggio 2020.

Si legge: “Considerato che, alla luce del sommario esame proprio della presente fase, non si rinvengono i presupposti di cui all’art. 55 c.p.a. per la concessione della tutela cautelare richiesta;

Considerato, infatti, che i provvedimenti oggetto di impugnazione, nell’individuare le attività economiche oggetto di misure limitative e prescrizioni a tutela della salute pubblica, hanno applicato il principio di precauzione, in ossequio al quale l’individuazione delle attività economiche oggetto di sospensione totale – comunque per un periodo di tempo limitato – può ragionevolmente fondarsi, atteso che al momento dell’adozione degli stessi, a differenza di periodi temporali precedenti, risultava una recrudescenza dei valori di diffusione dell’epidemia da “Covid 19”;

Considerato che il gioco alle macchine all’uopo installate, di interesse delle ricorrenti, comporterebbe la presenza di ulteriori avventori negli esercizi pubblici di somministrazione, che contrasterebbe con il richiamato principio di precauzione;

Considerato che l’Amministrazione ha evidentemente considerato che tali limitazioni comportano il sacrificio di alcune specifiche attività economiche, tra cui quelle facenti capo alle ricorrenti, prevedendo un ristoro economico, a compensazione del – peraltro limitato nel tempo – periodo di sospensione;

Considerato che le spese della presente fase possono compensarsi per la novità della fattispecie;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima), respinge la domanda cautelare.

Compensa le spese della presente fase”.