Sembra ormai essere una costante, l’incertezza e la confusione sono le condizioni abituali in cui operano le imprese che gestiscono apparecchi da intrattenimento.

Mentre le attività sono sospese da ormai tre mesi, e gli apparecchi da gioco ‘bloccati’ in modo tale da non consentire l’attività di raccolta di gioco, per le imprese arriva, inevitabile, la scadenza per il versamento del prelievo erariale.

Si comincia con la sospensione introdotta con il dl Cura Italia, dove al comma 1 dell’articolo 69 è stato prorogato al 29 maggio 2020 il termine ultimo per il versamento del Preu e del canone concessorio in scadenza il 30 aprile scorso.

Le somme dovute possono essere pagate in forma rateale, in quote mensili di pari importo, sulle quali andranno corrisposti gli interessi legali, calcolati giorno per giorno. Dopo la prima rata del 29 maggio, le successive dovranno essere versate entro l’ultimo giorno del mese; quella conclusiva andrà assolta entro il 18 dicembre 2020.

Da qui la richiesta delle società concessionarie, tenute al versamento del prelievo allo Stato, al versamento delle somme da parte dei gestori.

Il tutto mentre alla Camera oggi è previsto il voto di fiducia sul testo del Dl Liquidità che prevede che i termini per il versamento del prelievo erariale unico sugli apparecchi, e del relativo canone concessorio in scadenza entro il 30 agosto 2020, siano prorogati al 22 settembre 2020.

Ma il testo non è ancora stato convertito in legge. Lo sarà entro il 7 giugno. Così, nel frattempo, il conto viene presentato.