Con la riprese dell’attività della normale funzionalità delle Agenzie fiscali arriva, immancabile, l‘ennesimo sollecito a regolarizzare il pagamento della Tassa da 500 milioni sulla raccolta degli apparecchi da intrattenimento a vincita limitata così come previsto dalla Legge di Stabilità 2015. Sollecito che, inevitabilmente, viene girato dai concessionari di rete ai gestori nonchè proprietari della macchine da gioco. Ma proprio su questo tema pubblichiamo la lettera inviataci da un operatore del settore

‘Buongiorno Direttore di Jamma

Le scrivo queste poche righe nella speranza di sensibilizzare altri colleghi che come noi, a inizio agosto, hanno ricevuto la richiesta da parte di un noto concessionario di rete di apparecchi da intrattenimento a vincita di versare la quota parte di quanto previsto dalla Legge di stabilità 2015, ovvero i famosi 500 milioni.

In caso contrario, infatti, è prevista la segnalazione all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La lettera in questione è arrivata dopo molto tempo di stand by e dopo un paio di sentenze del TAR e una del Tribunale Civile in cui viene recepita l’interpretazione autentica della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 Art.1 comma 921, in cui si parla di proporzionalità . Con molta sorpresa gli importi richiesti sono notevolmente più elevati di quelli inizialmente richiesti, e la medesima richiesta è arrivata a decine di colleghi, che si trovano a dover pagare cifre superiori del 20% e anche del 60% alla richiesta iniziale.

Non si comprende perché a chi ha pagato subito, ovvero alla prima comunicazione, sia stata chiesta una cifra che si aggira in media a 1.207 euro circa, mentre chi non ha pagato o pagato parzialmente , (in linea con quanto suggerito ad esempio dall’associazione Sapar) viene applicato un ricalcolo sulla redditività, unico concessionario, alla faccia dell’uguaglianza fra i clienti del medesimo concessionario. 

Mi chiedo: ma se tutti pagassimo nello stesso modo si chiamerebbe uguaglianza,  avendo un comportamento difforme nel suo ricalcolo, visto che sia Tar che il Tribunale Civile hanno stabilito che tutti i componenti della filiera debbano pagare proporzionalmente, ma non hanno chiarito come tali calcoli si debbano fare. Va premesso che altri concessionari con cui sono collegato hanno sempre e solo richiesto la cifra iniziale di circa 1.207 euro ad apparecchio.

Il noto concessionario nonostante il tempo trascorso e i ripetuti solleciti ad oggi non ha inviato alcun conteggio dettagliato che consenta di comprendere quanto imputabile a ciascun apparecchio, per poter verificare l’effettiva somma dovuta in forza della Legge di stabilità 2015;

·         l’impossibilità di comprendere come sia stato ricalcolato e determinato  l’importo  da ultimo richiesto (nonostante si parli del criterio della “redditività” – dove l’abbiano pescato tale parametro non è noto sapere –  è stata fornita una cifra complessiva finale senza alcun collegamento ai singoli apparecchi e alle rispettive redditività) l’assoluta indeterminatezza e indeterminabilità dell’importo  non può  dare seguito agli accordi di ripartizione conclusi con i singoli esercenti  ;

·         assenza di chiarezza circa i criteri di calcolo attraverso i quali il concessionario è giunto alla determinazione della somma da ultimo richiesta che appare del tutto infondata mancandone qualsiasi prova e motivazione. 

Chiedo, quindi, ma tali calcoli non li dovrebbe fare l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, come penso di capire dalle Sentenze del Tar Lazio?

E’ altrettanto noto che il Decreto Direttoriale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (15 gennaio 2015, prot. n. 4076/RU) ha dato attuazione alla descritta norma (in quanto da un lato, ha determinato il numero totale degli apparecchi di gioco (AWP e VLT) riferibili a tutti i concessionari, al 31 dicembre 2014, in 414.158 unità e, di conseguenza, in euro 1.207,27 (milleduecentosette/27) la corrispondente quota per ciascun apparecchio di gioco (pari al rapporto tra euro 500.000.000 e le 414.158 unità).

Non essendo tale Decreto Direttoriale mai stato sostituito o cambiato, resta valida tale determinazione. Quindi le richieste, a mio parere, dovrebbero corrispondere a quanto stabilito nel Decreto Direttoriale menzionato, altrimenti ADM dovrebbe farne uno nuovo richiamando le sentenze, fra l’altro, non definitive e che pare pure siano state impugnate.

La “proporzionalità”, non la redditività che è altra cosa, dovrebbe essere applicata da tutti i Concessionari e su tutti i gestori ed esercenti singolarmente, senza esclusioni, così come sta facendo l’unico concessionario “amico”. Mi pare un abuso.

Firmato: Un gestore ‘incazzato’ come altre decine che si sono rivolte ad avvocato perché la propria associazione li ha abbandonati’.