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Il Tar dell’Umbria ha dichiarato inammissibile il ricorso che una società proprietaria di apparecchi da gioco a vincita limitata ha intentato contro il regolamento sui giochi del Comune di Assisi.

” Con il ricorso in epigrafe la ricorrente ha chiesto l’annullamento di alcuni articoli – artt. 4, 5, lett. a), b) e c) e 6, lett. b) – del “Regolamento comunale per l’apertura di sale gioco e l’installazione di apparecchi da gioco”, approvato dal Comune di Assisi con delibera del Consiglio comunale n. 73 del 19 ottobre 2016. Ad avviso della società ricorrente il regolamento comunale porrebbe una serie di limitazioni ai noleggiatori ed esercenti concernenti l’installazione degli apparecchi di gioco ex art. 110 TULPS non presenti né a livello regionale né nazionale; tali limitazioni che sarebbero illogiche e prive di proporzionalità, gravose sia per il noleggiatore che per l’esercente senza che vi sia alcuna congrua e concreta ragione idonea a giustificare le limitazioni adottate”.

Il Comune di Assisi si è costituito, chiedendo il rigetto del ricorso perché inammissibile e infondato. L’Avvocatura comunale ha precisato le proprie difese, eccependo in via preliminare il difetto di legittimazione attiva della ricorrente in ragione della insussistenza di un concreto pregiudizio, immediato e diretto, che possa essergli derivato dall’entrata in vigore del regolamento impugnato, essendo questo rivolto agli esercizi che ospitano i giochi, e conseguentemente privo di ogni capacità lesiva immediata e diretta nei confronti dei “raccoglitori delle giocate”, qual è la ricorrente.

I giudici hanno ritenuto di accogliere l’eccezione del Comune di Assisi.

“Ai fini della sussistenza, o meno, dell’interesse ad impugnare in via diretta un regolamento o un atto amministrativo a contenuto generale, occorre avere riguardo alla sua immediata concreta lesività, con riferimento all’entità e alle modalità dell’incidenza reale e non meramente ipotetica dell’atto sulla sfera giuridica del ricorrente. Occorre, pertanto, un interesse concreto ed attuale alla rimozione degli effetti pregiudizievoli prodotti dal provvedimento controverso.

Come già ricordato, la società XXXXXX è proprietaria di apparecchi per il gioco legale installati nei locali di terzi esercenti; in particolare, la ricorrente dichiara di avere in corso, nel territorio del Comune di Assisi, due contratti con altrettanti esercenti, che hanno installato gli apparecchi da gioco in due locali siti nel territorio comunale. Dal ricorso e dalla documentazione in atti, tuttavia, non si evince che gli esercizi presso i quali sono collocati gli apparecchi di proprietà della ricorrente siano negativamente incisi dalle previsioni introdotte dal regolamento comunale impugnato, in quanto collocati nelle vicinanze di luoghi c.d. sensibili o in procinto di trasferirsi in tali aree, né emerge alcun concreto pregiudizio, immediato e diretto, che possa essere derivato alla ricorrente dall’entrata in vigore dell’atto impugnato.

L’interesse a ricorrere deve essere, oltre che personale e diretto, anche attuale e concreto, ossia tale che, in caso di accoglimento del gravame, il soggetto consegua il vantaggio di vedere rimosso il pregiudizio effettivo ed immediato derivantegli dal provvedimento amministrativo (ex multis Cons. Stato, sez. IV, 19 novembre 2015, n. 5278); nel caso di specie, di contro, la società ricorrente non ha dimostrato l’esistenza di alcuna lesione attuale e diretta all’interesse di cui è titolare”.

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