Le questioni comprese nel contratto privatistico tra gestore e concessionario delle slot non competono al Tribunale Amministrativo Regionale.

Il Tar Lazio torna nel merito, si fa per dire, della vicenda relativa alla riduzione nel numero delle slot e i rapporti tra concessionario e gestore.

Per il giudice del TAR non c’è dubbio circa “il difetto di giurisdizione di questo Tribunale, osservando il Collegio come, a ben vedere, la concreta individuazione delle apparecchiature AWP da dismettere nell’ambito della c.d. “prima tranche – che il gestore sostiene essere stata eseguita in violazione della normativa di settore e alla quale costei collega la lesione dei propri interessi – sia riconducibile ad un’attività della concessionaria, posta in essere  nell’esercizio delle proprie scelte imprenditoriali, con conseguente devoluzione della controversia alla giurisdizione del giudice ordinario, al quale è rimessa la cognizione di ogni questione relativa al rapporto privatistico tra il concessionario ed il singolo gestore (quale la ricorrente) – ben distinto che dal rapporto concessorio di pubblico servizio intercorrente tra lo Stato ed il concessionario medesimo – la cui disciplina e i cui contenuti sono rimessi all’autonomia privata e che, dunque, si svolge nell’alveo del diritto privato.

In conclusione, alla luce delle considerazioni fin qui svolte, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione, indicando il Collegio il giudice ordinario quale giudice nazionale, invece, munitone, innanzi al quale il ricorso potrà, dunque, essere riproposto ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 11, secondo comma, cod. proc. amm..”.