La Manovra di Bilancio per il 2020 ha introdotto, come è noto, un aumento della tassazione sulla raccolta di gioco delle slot ( awp e videolotterie) con contestuale riduzione della percentuale di vincita (il payout).

Nello specifico il provvedimento fissa a decorrere dal 1° gennaio 2020 la percentuale delle somme giocate destinata alle vincite in misura non inferiore al 65 per cento per gli apparecchi del tipo AWP, rispetto al 68 per cento attuale, e in misura non inferiore all’83 per cento per le videolotterie, (rispetto all’86,7% per cento come valore medio oggi accertato).

Una sorta di ‘compensazione’, hanno fatto sapere esponenti della maggioranza di governo, rispetto all’incremento della tassazione, che non mancherà di avere effetti importanti sul comparto.

A cominciare ovviamente dalla riduzione degli incassi che peserà ovviamente sugli operatori almeno fino a quando le macchine non saranno adeguate ai nuovi parametri. Con effetti non così prevedibili circa la sostenibilità di una situazione di questo tipo.

Operazione che richiederà tempo, anche se l’esigenza di tamponare gli effetti di questa misura indurrà produttori e proprietari degli apparecchi ad accelerare il più possibile.

Di fatto, visti i tempi necessari per le procedure richieste, non è ipotizzabile pensare che le macchine da gioco con la percentuale di vincita rimodulata possano arrivare sul mercato prima del prossimo febbraio.

Qualsiasi operazione di avvio della procedura di certificazione potrà essere attivata, infatti, solo dopo l’entrata in vigore della Legge di Bilancio, e quindi a inizio 2020.

Senza contare che, come confermano le opinioni raccolte in questi giorni, una riduzione del pay out di questa portata non può non avere effetti sulla natura del gioco. Contrariamente al passato, quando lo scostamento tra le percentuali era stato meno importante, è facile pensare che i giochi dovranno essere ripensati, soprattutto in termini di motore di pagamento.

Rispetto al passato, quanto si è passati dal 70 al 68 per cento, infatti 3 punti percentuali di riduzione, in un solo colpo, possono cambiare completamente il gioco.

Questo, secondo qualcuno, potrebbe sensibilmente modificare gli equilibri di mercato fino ad ora calibrati sul successo di alcuni titoli.

Analogo discorso va fatto per le videolotterie dove non solo si parla di riduzione del pay out come conseguenza dell’aumento della tassazione, ma anche di tassazione delle vincite sopra i 200 euro.

Questa ‘novità’, potrebbe portare ad una revisione delle logiche di gioco con rimodulazione delle vincite al ribasso, ovvero sotto la soglia minima di non tassabilità, per rendere più interessante il gioco.

Quello che per il legislatore insomma è stata solo una operazione matematica, più entrate e meno ricavi per il comparto, applicata ad un mercato così complesso può avere conseguenze solo in parte prevedibili.