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(Jamma) Una lite temeraria, secondo il lessico giuridico italiano, indica un’azione legale esperita con malafede e colpa grave, ossia con consapevolezza del proprio torto o con intenti dilatori . Questo comportamento è illecito e quindi in caso di soccombenza vi è una responsabilità aggravata che comporta il risarcimento di tutti i danni. Questa premessa è necessaria ad introdurre una vicenda, forse nemmeno così rara, ma che merita un approfondimento.

Il fatto si verifica a Corsico, un comune di poco meno di 35mila abitanti nella città metropolitana di Milano. Sindaco di area leghista e, come molti comuni lombardi, un progetto avviato contro la ludopatia e finanziato dalla Regione.

A Corsico ieri gli agenti della polizia municipale hanno disposto il sequestro di sei slot. Un risultato ‘eclatante’, a cui è stato dato tutto il rilevo possibile con tanto di dichiarazione del sindaco e dell’assessore alla sicurezza che ha parlato di “ bel risultato, la dimostrazione di come stia proseguendo senza soste il completamento del progetto “Corsico Slot” finalizzato al controllo a tappeto delle sale da gioco e degli esercizi pubblici nei quali sono installati gli apparecchi elettronici”. Perché è evidente che il 50.000 euro erogati dalla Regione bisogna in qualche modo meritarseli e soprattutto rispettare gli impegni presi. Ma non a tutti i costi.

Dietro a quel sequestro ci sono degli aspetti che vanno chiariti. In effetti, come spiegato dal sindaco di Corsico alla stampa, siamo di fronte a un contratto siglato tra il commerciante e un nuovo concessionario di rete. Nello specifico il locale viene ceduto, il nuovo proprietario sigla un contratto con un nuovo concessionario non più per otto slot, ma per sei.

Il contratto viene stipulato il 10 gennaio 2015. Attenzione alla data perché da lì a quattro mesi verrà approvata in Regione Lombardia una modifica alla legge del 2013 che regolamenta l’installazione e il funzionamento delle slot introducendo una specifica importante che riguarda proprio il caso di subentro. La legge, del maggio 2015, definisce il subentro come una nuova installazione e quindi soggetta alle restrizioni sulla distanza minima dai luoghi sensibili.

Considerando che il contratto sottoscritto dal bar di Corsico è del gennaio 2015 ci si aspetterebbe che non venga considerato tra quelli che devono sottostare alla norma modificata nel maggio 2015.

E invece no. Evidentemente per la polizia municipale di Corsico le legge ha valore retroattivo.

Ma sappiamo bene che non è così. Il gestore di quel bar sta subendo un danno. L’Amministrazione è così convinta del suo operato che non vuol sentire ragioni. Si aprirà un contenzioso. Inevitabilmente. E se le cose stanno come noi le abbiamo ricostruite, il Comune dovrà difendersi davanti ad un magistrato. Con il rischio di dover pagare i danni. Quanti altri casi come quelli di Corsico? Sarebbe lo stesso se a pagare le spese legali non fosse il cittadino ma gli amministratori, di tasca propria? Cosa succederebbe se a ogni vicenda come quella ricostruite corrispondesse un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale?

Nella nota del comune milanese dove si dà notizia della vicenda il sindaco precisa che “nella stessa circostanza, gli agenti, coordinati dall’ufficiale che guida il gruppo repressione frodi, hanno anche identificato alcuni pregiudicati presenti nel locale pubblico. “Il presidio costante del territorio

-evidenzia il sindaco Filippo Errante-permette di garantire il pieno rispetto delle leggi, ma anche di raccogliere elementi utili alle forze dell’ordine per arrivare poi alla chiusura dei locali, laddove viene riscontrata la presenza di pregiudicati. Un’azione costante che ha permesso, nell’ultimo anno, di accrescere il numero di locali sottoposti a chiusura da parte della questura”. Ma per questo, caro primo cittadino, non serve tirare in ballo la presenza delle slot. E nemmeno sequestrale a tutti i costi.

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