Il Tribunale Civile di Roma è tornato a pronunciarsi sulla questione relativa all’obbligo di pagamento da parte del Gestore delle somme di cui alla cosiddetta “Legge di stabilità 2015”.

La vicenda origina dall’opposizione proposta – con il patrocinio dello Studio Legale Bellucci & Partners di Roma e nello specifico degli Avv.ti Maurizio Bellucci e Gianni Inchingolo – da un Gestore avverso Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale di Roma su istanza di un noto Concessionario di Rete.

In quella sede i Difensori, oltre a contestare le modalità di computo e di ripartizione tra gli operatori della filiera delle somme, hanno proposto al vaglio del Tribunale il tema della legittimità della norma italiana in esame con specifico riferimento ai principi generali dell’ordinamento comunitario; ciò in coerenza con l’Ordinanza n. 5299 del 31 agosto 2020 del Consiglio di Stato che ha disposto il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per la valutazione di compatibilità. In particolare si sono evidenziati  gli effetti a carattere generale che da una eventuale pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea deriverebbero per il Giudice Italiano a cui sarebbe imposta la disapplicazione d’ufficio della norma in ogni giudizio nel quale venisse invocata.

Il Tribunale di Roma, in persona del Dott. Vincenzo Picaro della X Sezione Civile, in esito ad un acceso dibattito, a fronte della richiesta avanzata dal Concessionario di concedere al Decreto Ingiuntivo la provvisoria esecuzione, in accoglimento delle tesi dello Studio Legale Bellucci & Partner, con ordinanza del 3 dicembre 2020, ha rigettato la richiesta rilevando motivi di opportunità a fronte della circostanza che la pretesa creditoria del Concessionario si fonda su una norma di legge che potrebbe risultare in contrasto con la normativa comunitaria in esito alla procedura attivata dal Consiglio di Stato.

Avv. Maurizio Bellucci
Avv. Maurizio Bellucci

Si tratta – rileva l’Avv. Maurizio Bellucci – di un’importante battuta di arresto al diverso orientamento espresso peraltro dal medesimo Tribunale che, recentemente ed in più diverse occasioni, aveva dichiarato l’irrilevanza della procedura di accertamento in corso presso la Corte di Giustizia Europea concedendo, in casi similari, la provvisoria esecutività al decreto ingiuntivo opposto. 

Con il provvedimento in esame – continua l’Avv. Bellucci – il Tribunale ha opportunamente proceduto ad un corretto bilanciamento di interessi tra le parti, evitando che il Gestore venga chiamato a corrispondere ingenti somme di denaro in forza di una norma che – ove ritenuta incompatibile con il diritto comunitario – il Tribunale stesso sarebbe obbligato a disapplicare.

Un importante precedente che, ove condiviso nelle varie sedi giudiziarie, eviterà di aggravare ulteriormente la già difficile situazione che il mondo del gioco ed in particolari i Gestori stanno vivendo.