Un gestore di apparecchi da intrattenimento con sede nel comune di Olgiate Comasco, Como, è stato condannato ieri a 9 mesi di reclusione per essersi appropriato “indebitamente di 3.470 euro che invece avrebbero dovuto versare ad un concessionario di rete con sede a Roma”.

Secondo l’accusa non avrebbe girato i soldi spettanti come «prelievo erariale» e come «canone di concessione» relativo a 22 apparecchi di «divertimento e intrattenimento» collocati negli esercizi commerciali.

L’imputato – assistito dall’avvocato Rita Mallone – si è difeso sostenendo che quelle 22 macchinette contestate non sarebbero in realtà state messe in funzione all’interno dei bar. Una versione che non ha però convinto la pubblica accusa che ne aveva chiesto la condanna ad un anno.