Il mercato degli apparecchi da intrattenimento a vincita limitata è alle prese con l’ennesima ‘emergenza’, ovvero al sostituzione delle schede di gioco dell’Awp dopo l’entrata in vigore, il 1 gennaio 2020, delle disposizioni di legge che incrementano il Prelievo Erariale Unico sulla raccolta di gioco e riducono, contestualmente, la percentuale di vincita.

L’entrata in vigore di questa disposizione in tempi brevissimi e, per giunta, in coincidenza con le festività natalizie, ha obbligato i produttori a un vero e proprio tour de force con l’obiettivo di presentare quanto prima la richiesta per il rilascio del nulla osta necessario per la commercializzazione. Richiesta che va presentata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per tramite degli enti di omologa convenzionati con l’Agenzia stessa.

Nei giorni scorsi, con il rilascio dei primi certificati di omologa, i produttori hanno potuto verificare anche quali sono le prime schede con percentuale di vincita al 65 percento delle somme giocate possono essere distribuite, in quanto dotate della certificazione richiesta per legge.

Con comprensibile sorpresa è stata notata la massiccia presenza di prodotti riconducibili ad una singola azienda produttrice. Dalla sorpresa al malumore il passo è stato breve. Secondo i produttori sentiti da Jamma, tra le prime uscite, riferibili a richieste inviate all’Agenzia entro la seconda settimana di gennaio, mancherebbero diversi titoli. Fatto questo che ha determinato un vero gap tra imprese produttrici. Il rilascio del nulla osta di distribuzione con anticipo anche di pochi giorni avrebbe garantito una posizione di vantaggio in termini di vendite. Le prime omologhe, rilasciate il 21 gennaio, hanno permesso di richiedere nell’immediato le smart card per l’attivazione della scheda e il nulla osta di distribuzione. E’ facile pensare che i primi esemplari siano stati installati nelle location migliori, ovvero quelle il cui volume di incasso richiede anche una migliore performance dell’apparecchio da gioco. Pochi giorni di distanza da una autorizzazione all’altra poco cambia, verrebbe da pensare. Ma i produttori non sembrano pensarla così. I primi dati di incasso risulteranno ‘drogati’ da queste singolari ‘tempistiche’ nel rilascio delle autorizzazioni. Le schede di gioco installate nelle location ritenute essere le ‘migliori’ in termini di redditività forniranno dati che faranno pensare che quelli siano anche i giochi migliori. E forse non sarà così. Del resto, dicono gli esperti, qualcosa di simile è già successo lo scorso anno quando, a metà anno, la situazione si è assestata e alcune slot sono state sostituite con quelle uscite in seconda battuta.

Cosa può essere successo? Facile pensare che sia sono una questione di ‘velocità: chi prima presenta la documentazione completa risulta avvantaggiato in fase di rilascio di certificazione. Risposta che non sembra però convincere gli addetti ai lavori per i quali, specie in situazioni di ‘stress’ come quella che sta vivendo il settore, le procedure dovrebbero essere a prova di dubbi. Sappiamo che le procedure di verifica degli apparecchi sono già piuttosto complesse, sia nella fase di verifica tecnica che di rilascio delle autorizzazioni. Forse troppo pensare che possano tener conto anche delle logiche della concorrenza.