Il Garante della Privacy ha accolto la segnalazione formulata in merito all’utilizzo della tessera sanitaria che dal primo gennaio permette di per accedere ai giochi tipo VLT (e in futuro anche nelle future AWPR da remoto), note anche come videolottery, installate nelle circa 5mila sale sparse sul territorio italiano.

La segnalazione fa riferimento a una possibile anomalia sull’utilizzo dei dati a cui il sistema può accedere ovvero, così come specificato anche dal via libera del Garante stesso in data 28 agosto, esclusivamente alla data di nascita, per altro uno dei punti fermi per la sua applicabilità.

Nella segnalazione si evidenzia che le modalità di accertamento della maggiore età deve avvenire mediante l’estrazione delle informazioni registrate nelle prime due tracce della banda magnetica della tessera sanitaria (codice fiscale ed identificativo della tessera) senza che le stesse siano memorizzate nelle banche dati del sistema di gioco VLT. Dopo aver constatato la correttezza formale del codice fiscale e dell’identificativo della tessera, la verifica della maggiore età del giocatore viene effettuata confrontando la data corrente con quella estratta dal codice fiscale della tessera sanitaria.

Secondo la segnalazione le linee guida diffuse dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e da Sogei nei giorni successivi alla pubblicazione del parere del Garante, oltre la banda magnetica si parla di lettura del chip, nel caso di fallita lettura della medesima. Tale soluzione, secondo chi si è rivolto al Garante, non è prevista, anzi espressamente vietata.

L’obbligo di lettura di codici che rileva l’età del giocatore potrebbe inoltre violare le norme comunitarie e alle Direttive 2002/21/CE , 2002/22/CE, 2002/58/CE oltre alle successive 2006/24/CE , 2009/136/CE e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa a tutela dei consumatori, perché i cittadini comunitari ed extracomunitari che non in possesso di tale tessera sanitaria o documento analogo, unico che contiene i codici per l’individuazione della data di nascita, non possono avere accesso ai giochi comma 6 del 110 TULPS.

A tale proposito si segnalano, a pochi giorni dall’introduzione dell’obbligo in questione, casi appunto di clonazione di tessere e l’utilizzo di strumenti non idonei. Secondo quanto si legge nella denuncia si tratta di una pratica tutt’altro che rara, messa in atto per “ far accedere al gioco giocatori extracomunitari o giocatori che non si fidano completamente delle rassicurazioni circa l’utilizzo dei dati personali o della possibile profilazione”. Si chiede inoltre se veramente serva e se non sia solo una discriminante verso altri giochi o lotterie istantanee cedute senza alcuna richiesta di documenti.