Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da imprese di gestione di slot contro il diniego da parte dell’ADM delle certificazioni prodotte dall’Agenzia, nonché gli altri atti e documenti da cui risultino i dati relativi alla raccolta dal gioco lecito tramite apparecchi ex art. 110 per gli anni 2014 e 2015, ed in specie: giocate, vincite, somme residue, somme incamerate dall’erario a titolo di PREU, canone preteso dalla Agenzia, somme trattenute a titolo di c.d. deposito cauzionale, ricavi di filiera; il tutto distinto per singolo Concessionario.

Il ricorso è relativo alla tassa aggiuntiva di 500 milioni prevista dalla Legge di Stabilità.

I ricorrenti avevao chiesto l’accesso a :

b) certificazioni, atti e documenti, da cui risulti, per ogni concessionario, la quota di deposito cauzionale trattenuta definitivamente da Codesta ADM e la quota restituita, con riferimento agli anni di competenza 2014 e 2015;

c) certificazioni, atti, documenti e corrispondenza da cui risulti quali e quante somme siano state versate, ad oggi, dai singoli Concessionari a Codesta ADM a titolo di prelievo ex art. 1, comma 649, l.n. 190 del 2014; nonché dell’imputazione delle somme così versate alle quote dovute dai Concessionari, dai Gestori e dagli Esercenti;

d) eventuali note e corrispondenza intercorsa tra Concessionari e codesta Amministrazione, in ordine ai criteri e alle modalità di esazione del prelievo;

e) elenchi eventualmente trasmessi dai Concessionari, recanti i nominativi di Gestori o di Esercenti asseritamente inadempienti.

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