“Il Consiglio di Stato – dichiara a Jamma.it l’avvocato Lino Barreca – con plurime ordinanze depositate poco fa ha reso i chiarimenti richiesti dalla Corte di Giustizia in ordine ai dubbi manifestati in ordine al profilo meramente “interno” della questione.

Come da me evidenziato, insieme al Prof. Avv. Federico Tedeschini, il Consiglio di Stato ha ribadito

a) che il bando di gara era europeo e quindi astrattamente riferibile a tutte le imprese comunitarie;

b) che in concreto molti degli appellanti erano e sono imprese solo formalmente nazionali, in quanto appartenenti a gruppi comunitari;

c) che la disparità di trattamento subita, messa al primo posto tra le censure sollevate, ossia il fatto che il prelievo della legge di stabilità 2015 ha colpito solo il settore degli apparecchi da intrattenimento, ha quindi sfavorito imprese comunitarie ed al contempo ha favorito vari concessionari dei giochi online (anch’essi non toccati dal prelievo) che sono anche loro in gran parte imprese comunitarie.

Ecco quindi chiarita la non rilevanza meramente interna allo Stato Italiano della questione oggetto di rimessione interpretativa.

Le ordinanze sono chiare e molto ben motivate, oltre che supportate da varie produzioni documentali, e quindi ritengo che consentiranno agevolmente di superare le perplessità della Cancelleria della Corte di Giustizia, in ordine alla pregiudiziale questione inerente la ricevibilità. Quanto al merito, ribadisco che le questioni sono ampiamente fondate ed in linea con numerosi precedenti della stessa corte di Giustizia”.