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Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa – Sezione Autonoma di Bolzano – ha accolto tramite decreto il ricorso presentato contro il Comune di Bolzano e la Provincia autonoma di Bolzano in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’atto definitivo n. 33/2021 notificato dal Comune di Bolzano in data 28.09.2021 avente ad oggetto “Rigetto dell’istanza ex Art. 88 del TULPS – Bolzano (…) relativa all’ottenimento dell’autorizzazione, ai sensi dell’art. 5-bis della Legge Provinciale 13.05.1992, n.13, per l’esercizio dedicato esclusivamente al gioco con apparecchi, di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS di cui all’art. 9 comma I lettera f) del Decreto Ministeriale 22.01.2010, con somministrazione di alimenti e bevande in attività accessoria nei locali siti in 39100 Bolzano, (…)”; di ogni altro atto relativo, presupposto e conseguente, individuato ed individuabile, ivi inclusa la Deliberazione della Giunta Provinciale n. 505/2018.

Si legge: “Considerato che la ricorrente espone di aver delocalizzato nel 2016 la propria attività di distribuzione del gioco pubblico in uno spazio “libero” dai divieti imposti dal c.d. distanziometro imposto dalla normativa provinciale e di aver a tal fine ottenuto la licenza dd. 31.03.2016, modificata successivamente dalla licenza dd. 17.01.2018 con scadenza naturale al 31.03.2021;

Rilevato che la ricorrente lamenta, innanzitutto, che il provvedimento impugnato nel negare la prosecuzione dell’attività, in quanto “l’autorizzazione e la licenza di cui sopra sono scadute e ne viene negato il rinnovo” violerebbe e non terrebbe conto della disciplina dettata dall’art. 103, comma 2, D.L. n. 18/2020 c.d. Decreto Cura Italia che prevede una proroga ex lege delle licenze “in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica COVID-19” – attualmente fissato per il 31.12.2021 – fino a “novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza”;

Rilevato che il Consiglio di Stato si è già espresso nel senso di ritenere applicabile tale normativa anche alla materia dei giochi e delle scommesse (v. C.d.S. ord. 4760 e 4761 di data 10.09.2021);

Considerato, inoltre, che quale caso di estrema gravità e urgenza, tale da non consentire neppure la dilazione fino alla camera di consiglio, la ricorrente adduce che la chiusura immediata della sala accompagnata all’impossibilità di delocalizzare l’attività in altro luogo a causa dell’effetto espulsivo, comporta un pregiudizio grave e irreparabile non solo per la ricorrente stessa, ma metterebbe in pericolo la possibilità di sussistenza economica anche delle persone impiegate nell’attività;

Ritenuto pertanto la ricorrenza dei presupposti di cui all’art. 56 c.p.a. per la concessione dell’invocata misura cautelare monocratica,

P.Q.M.

Il Presidente accoglie l’istanza di cui all’art. 56 c.p.a. e per l’effetto sospende il provvedimento impugnato.

Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 9 novembre 2021, ore di rito”.