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(Jamma) Sono giorni convulsi per gli operatori dell’apparecchio da intrattenimento a pochi giorni dall’invio da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli delle comunicazioni ai concessionari di rete in merito agli apparecchi oggetto di dismissione del nulla osta così come disposto dalla Manovrina 2017.

Il provvedimento ha disposto la riduzione di circa il 35% degli apparecchi del tipo Comma 6a istallati sul territorio secondo le modalità indicate da un decreto dell’ADM.

Un’operazione che si sta rivelando molto più complicata del previsto. Ogni società concessionaria infatti, come prevedibile, ha adottato una sua procedura e in alcuni casi si è preferito attendere che fosse il regolatore a segnalare i nulla osta da dismettere.

Stando a quanto segnalano i titolari delle società di gestione il fatto di lasciare alle società titolari del nulla osta la scelta su come procedere sta procurando non poche difficoltà agli operatori anche in considerazione del fatto che la minore redditività come criterio rischia di penalizzare alcune società rispetto ad altre in considerazione dell’area in cui operano.

A peggiorare le cose l’incertezza sugli esiti dei ricorsi al Tar presentati dai concessionari Codere e Netwin e dall’associazione di gestori Sapar in merito al processo di dismissione dei nulla osta di esercizio delle slot la cui udienza si è svolta il 23 maggio scorso. Il collegio ha trattenuto in decisione i ricorsi e si stanno ancora attendendo le sentenze.

Nell’ipotesi in cui il Tar del Lazio dovesse accogliere il ricorso e sospendere il decreto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli i concessionari potrebbero re-introdurre gli apparecchi oggetto di dismissione e, in alcuni casi, di blocco. Qualcuno ha ipotizzano anche il del rinvio alla Corte Costituzionale o al Corte Europea, come richiesto in sede di ricorso, con la sospensiva in attesa del giudizio definitivo.

Per il momento però i gestori devono attenersi alle indicazioni dei concessionari e procedere con lo ‘spegnimento’ degli apparecchi.

 

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