Le sfide che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) è costretta a sostenere nei primi giorni di questo anno per mantenere il suo ruolo di Authority dei giochi sono molteplici e complesse.

La complessità è intensificata da due fattori fondamentali: il primo è la confusione nell’indirizzo politico degli ultimi governi che, pur manifestando dubbi circa l’opportunità di mantenere l’attuale livello di offerta pubblica dei giochi, continua a chiedere maggiori contributi erariali al settore; l’altro, anche conseguenza di questo stato di confusione politico-amministrativa, la preoccupante carenza di organico in ADM denunciata più volte dalle organizzazioni sindacali di competenza.

Nell’anno della annunciata rivoluzione dei giochi, che dovrà portare ad una offerta pubblica costituita da giochi a basso rischio per il disturbo del gioco d’azzardo, da subito ADM è impegnata a produrre soluzioni applicative per gli apparecchi da intrattenimento.

Da questi giochi il Governo si attende un grande contributo alla finanza pubblica e i fondi necessari per finanziare i diversi progetti che vanno dal divieto delle pubblicità dei giochi al reddito di cittadinanza.

All’Art. 9-quater. (Misure a tutela dei minori) – Decreto Dignità – il legislatore prevede che l’accesso agli apparecchi di intrattenimento sia consentito esclusivamente mediante l’utilizzo della tessera sanitaria e dal 1° gennaio 2020 gli apparecchi privi di meccanismi idonei a impedire ai minori di età l’accesso al gioco devono essere rimossi dagli esercizi.

Ma questa norma, se attuata, presenterà profili di incompatibilità con la legge europea sulla privacy (GDPR) nonché una palese discriminazione nei confronti di quei cittadini europei sprovvisti di tessera sanitaria italiana.

Così un eventuale decreto applicativo della norma rischia almeno un procedimento giudiziario di contestazione, allora, per non perdere tempo e, razionalmente, per evitare dispendiosi procedimenti giudiziari conviene attendere, rimandare l’attuazione con la speranza di un ravvedimento del legislatore, di una luce tra tanta confusione politico-amministrativa.

Più delicata la questione circa l’obbligo di rendere effettive le norme degli enti locali che disciplinano l’orario di funzionamento degli apparecchi da gioco, ovvero di monitorarne il rispetto e di irrogare le relative sanzioni.

Anche in questo caso spetta all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli emanare entro i primi sessanta giorni del 2019 un decreto per le regole tecniche di produzione degli apparecchi che consentono il gioco pubblico da ambiente remoto, che devono prevedere la memorizzazione, la conservazione e la trasmissione al sistema remoto dell’orario di funzionamento degli apparecchi medesimi.

Tali dati, a decorrere dal 1° luglio 2019, dovranno essere a disposizione degli enti locali ma per questo basterà organizzare le modalità di accesso ad una query di interrogazione per i dati già in possesso di SOGEI, già da tempo ciascun apparecchio comunica a SOGEI dove si trova, i tempi di gioco e gli orari in cui viene fruito il gioco, non serve assolutamente variare le caratteristiche tecniche di produzione degli attuali apparecchi.

Allora la priorità in questi primi giorni del 2019 resta quella di disciplinare le modalità di produzione degli apparecchi slot, dove la percentuale delle somme giocate destinata alle vincite (payout) è fissata in misura non inferiore al 68 per cento e all’84 per cento, rispettivamente, per gli apparecchi Newslot e VLT.

Una misura veramente urgente, fotocopia di quelle prese in passato in occasione delle precedenti riduzioni del payout, visto che secondo il legislatore le operazioni tecniche per l’adeguamento della percentuale di restituzione in vincite devono essere concluse entro giugno 2020 e le attuali Newslot dovranno essere dismesse entro il 31 dicembre dello stesso anno.

Il decreto attuativo oltre che urgente è vitale per la filiera che necessità di apparecchi con un payout più basso per recuperare risorse dalle vincite dei giocatori e far fronte all’ingente aumento di prelievo erariale unico disposto dal nuovo Esecutivo.

Affinché tutto vada a buon fine sarebbe importante introdurre rapidamente anche misure che agevolino il ricambio degli apparecchi adottando tolleranze temporali nel computo nel numero complessivo di apparecchi in esercizio, fissato ad un tetto di 265.000 unità dal precedente Governo.

Così, autorizzando temporaneamente l’esistenza di una piccola percentuale di apparecchi destinati alle operazioni di sostituzione e in più rispetto al consentito, si potrà pervenire ad una rapida sostituzione degli apparecchi con payout al 70%.

Non si tratta di una iniziativa che favorisce esclusivamente gli operatori, sarebbe un atto di buon senso e una modalità razionale di attuare la politica di questo Governo al fine di garantire le entrate erariali da destinare a provvedimenti come quello per il reddito di cittadinanza e la sopravvivenza del sistema pubblico di offerta dei giochi.

Una soluzione che soddisferebbe l’interesse del Governo, quindi dello Stato e degli operatori. m.b.
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