curcio

“Le dichiarazioni del ministro Di Maio sono paragonabili ad una condanna a morte per le imprese. Pensare che l’aumento progressivo del PREU possa ridurre l’accesso alle offerte di gioco è una presa di giro ad uso e consumo della propria immagine e della demagogia.

O il ministro non conosce il settore oppure è già prigioniero delle lobby, potentissime, dell’azzardo, al punto che ha trasformato il divieto di pubblicità in un arma contro le sole slot, agevolando di fatto gli interessi proprio di quelle holding che in campagna elettorale lui stesso ha demonizzato come causa principale della diffusione del GAP e dell’impoverimento delle famiglie” così in una nota il presidente nazionale Sapar, Raffaele Curcio.

“Aumentare il PREU avrà come fine l’indebolimento della filiera gestori/esercenti fino alla progressiva scomparsa delle aziende di distribuzione e gestione, lasciando libero il mercato ad altri prodotti meno attaccabili perché mediaticamente “venduti” meglio e spostando i giocatori su tutte le altre offerte di gioco, guarda caso gestite e distribuite da pochi grandi eletti. Sig. ministro del lavoro, sono seriamente preoccupato per le migliaia di aziende che rappresento, a causa della sua miopia e delle sue continue contraddizioni. Il decreto dignità da lei tanto voluto porterà come conseguenza solo la perdita di posti di lavoro in un settore che dal 2004 ha prodotto, in controtendenza con l’economia italiana, occupazione e gettito per lo Stato.

Come SAPAR abbiamo da anni chiesto una revisione generale ed una riduzione di tutta l’offerta di gioco, che tenesse conto però delle realtà imprenditoriali che, le ricordo, hanno sempre lavorato e fatto investimenti nel nome di una normativa di governo che ha legalizzato e disciplinato in maniera ferrea il comparto, ma ogni provvedimento, dal 2014 in poi, ha colpito solo il nostro segmento senza una logica di salvaguardia. Aumentare il PREU non avrà gli effetti da lei tanto sbandierati e non avrà alcun impatto sui giocatori patologici, perché anche su questo argomento si è prodigato a diffondere dati inesatti e manipolati.

Chi è affetto dalla patologia in 9 casi su 10 si è ammalato con ben altre tipologie di gioco e non con le sole slot. Il mio auspicio è quello di instaurare un dialogo prima che sia troppo tardi, prima che il territorio italiano si trasformi in un far west deregolamentato e fuori dal controllo di ADM, in conseguenza della scomparsa delle aziende di gestione” ha concluso Curcio.

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