La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un esercente contro la sanzione contestata per l’irregolarità delle slot installate da un soggetto terzo all’interno del suo locale.

“L’accertata partecipazione, in qualsivoglia forma, alla distribuzione degli utili derivanti dalla gestione degli apparecchi, appare titolo sufficiente ad escludere in radice la carenza dell’elemento soggettivo minimo necessario alla stessa imputabilità diretta della violazione al possessore dei locali ove gli stessi sono installati”. E’ qanto ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza pubblicata il 12 novembre 2019 in roferimento ad un ricorso presentato da un esecente contro la sanzione contestata per la presenza di apparecchi irregolari.

“Come si evince dal sistema di accertamento e riscossione previsto dagli artt.39, 39bis e 39 ter D.L. n.269/2003 e successive modifiche, la responsabilità solidale per i debiti per il PREU e le connesse sanzioni non è che una conseguenza del principio generale della responsabilità a carico di altri soggetti a titolo diretto (di qui l’evidente infondatezza del timore di lesione del principio di rispondenza dell’imposizione alla capacità contributiva); si comprende quindi che quella per le sanzioni amministrative da illecito sia addossata, ad ogni categoria di debitore solidale, in precipua funzione di garanzia dell’adempimento, e non già a titolo di concorso nell’illecito, la cui configurabilità, altrimenti, darebbe luogo ad una sua responsabilità diretta, quale esplicitamente prevista nell’ultima parte del co.2 dell’art.39 quater d.l. n. 269 del 2003, nel testo introdotto dall’art. 1 della I. n. 296 del 2006, vigente dal 1° gennaio 2007, che prevede: “…omissis… Sono responsabili in solido per le somme dovute a titolo di prelievo erariale unico, interessi e sanzioni amministrative relativi agli apparecchi e congegni di cui al quarto periodo, il soggetto che ha provveduto alla loro installazione, il possessore dei locali in cui sono installati e il concessionario di rete titolare del relativo nulla osta, qualora non siano già debitori di tali somme a titolo principale.”