La recente ordinanza TAR Cagliari n° 21 del 28.1.2021, pur fermandosi al profilo del periculum, ritenuto non ancora attuale, richiama il Regolamento comunale del Comune di Olbia, che a sua volta richiama la legge regionale Sardegna 11.1.2019 n° 2 che contiene un espressione che mi pare sia radicalmente illegittima.

Si tratta della seguente affermazione “sono inoltre EQUIPARATI ALLA NUOVA INSTALLAZIONE:

  1. a) la stipula di un nuovo contratto, anche con un differente concessionario, nel caso di rescissione o risoluzione del contratto in essere;
  2. b) il rinnovo del contratto stipulato tra esercente e concessionario per l’utilizzo degli apparecchi. È ammessa, nel corso di validità del contratto degli apparecchi già installati, la loro sostituzione ed il trasferimento ad altro esercizio.

Mi pare che questa norma sia del tutto illogica ed in contrasto col principio di ragionevolezza (Art. 3 Cost.) nonché in evidente contrasto con l’art. 1 prot. 1 CEDU e con l’Art. 17 della Carta di Nizza , stante l’evidente violazione del principio di proporzionalità, oltre che col principio del legittimo affidamento.

Ed invero, posto che la ratio della norma è chiaramente finalizzata a precludere le “nuove installazioni”, è agevole osservare che una norma retroattiva che imponga la chiusura delle sale da gioco esistenti sarebbe abnorme (servirebbero gravi motivi imperativi di interesse generale) e bisognerebbe in questi casi prevedere un indennizzo per le attività forzosamente cessate.

Se quindi la norma non può che riferirsi alle nuove installazioni, ossia all’avvio di una nuova attività, è evidente che tutto ciò che assume natura meramente conservativa di un attività già iniziata e localizzata in un preciso esercizio commerciale, non può essere equiparato ad una “nuova istallazione”.

Risulta quindi del tutto illogico affermare che un semplice rinnovo contrattuale         rappresenti l’avvio di una nuova attività, trattandosi della medesima attività commerciale che semplicemente prosegue senza soluzione di continuità, dovendo rimanere indifferenti sotto tale profilo le vicende contrattuali sottostanti (rinnovo contratto, cambio concessionario, etc.).

Ciò che deve assumere rilevanza è valutare se quell’attività, in quell’esercizio, sta semplicemente proseguendo e specialmente se prosegue con la stessa ditta o società intestataria della licenza.

Plurimi sono quindi i vizi di costituzionalità e di violazione del diritto comunitario che, ove tale equiparazione venga applicata, potrebbero esser fatti valere, assumendo altrimenti la norma natura non preventiva , ma bensì espulsiva e con efficacia retroattiva, con buona pace del principio di proporzionalità.

Avvocato Lino Barreca

Slot, Tar Sardegna respinge ricorso contro regolamento giochi a Olbia (SS): “Cambio contratto o rinnovo equiparati a nuova installazione”