Ricorderete che l’art. 81 della legge 220/10 aveva previsto delle sanzioni nel caso in cui nell’esercizio commerciale fosse allocato un numero di apparecchi da intrattenimento ex art. 110 comma 6 lett. a) del TULPS superiore ai limiti indicati da ADM.

ADM – precisa l’avvocato Lino Barreca – aveva applicato rilevantissime penali “a pioggia”  a tutti i concessionari, applicando tale norma in una maniera fortemente contestata dal Concessionario Global Starnet, che aveva evidenziato soprattutto le irrazionali (e quindi illegittime) modalità con cui ADM ha inteso ripartire “proporzionalmente” tra i vari concessionari  l’onere impositivo, male interpretando la norma, laddove prescindendo dalla data di installazione dell’apparecchio in esubero, faceva  scattare la sanzione (in ipotesi) a carico  del concessionario più diligente in misura maggioritaria.

In ricorso si è fornito chiaramente un esempio di tale macroscopica illogicità, osservando che se ad esempio il limite max per il locale ALFA è di 4 apparecchi, ed è stato rispettato dal concessionario Global Starnet, laddove successivamente altro concessionario abbia   installato  nel medesimo esercizio altro apparecchio che supera il limite,  violando il divieto,  quest’ultimo pur essendo unico esclusivo responsabile della violazione, è stato illogicamente sanzionato da ADM solo per 1/5, mentre per i 4/5  era stata sanzionata Global Starnet, che tuttavia non aveva violato il limite e si è ritrovata  a subire a titolo di responsabilità “oggettiva” le conseguenze e le violazioni altrui.

Abbiamo quindi ritenuto che tale  modus procedendi fosse  totalmente illogico, manifestamente ingiusto ed irragionevole, ed ove si ritenga che scaturisca   come diretta ed inevitabile applicazione dell’art. 1 comma 81 lettera f) della legge 220/10, la norma non possa  sfuggire ad una valutazione di non manifesta infondatezza  del contrasto con gli art. 3 e 97 della Costituzione, oltrechè con l’art. 117 Cost. in relazione alla violazione del principio di proporzionalità ex art. 1 prot. 1 CEDU.

Tanto più che ADM utilizzando la banca dati di SOGEI è agevolmente in grado di individuare con estrema semplicità (confrontando i dati del NOE – nulla osta di esercizio dell’apparecchio –  con la movimentazione telematica dell’installazione nel singolo esercizio, tramite il PDA ivi installato) il dato cronologico dell’installazione, sicchè è del tutto agevolmente individuabile quale sia il concessionario effettivamente responsabile dello “sforamento” del limite di contingentamento, applicando all’effettivo responsabile la pretesa economica sanzionatoria oggetto del presente giudizio.

Giunto in decisione il ricorso, il TAR Lazio ha emanato un’Ordinanza collegiale istruttoria  con cui ha chiesto documentati chiarimenti ad ADM sulla vicenda, assegnando termine sino all’1.6.2021 per il deposito di una circostanziata relazione.

Vi sono tuttavia dei passaggi motivazionali dell’Ordinanza che lasciano intendere una già rilevata fondatezza del ricorso, laddove ad esempio il TAR chiarisce che si contrappongono  in giudizio due tesi

– la tesi seguita dall’Amministrazione finanziaria nell’ipotesi di riferibilità dell’eccedenza non ad uno, ma a più concessionari presenti nel medesimo esercizio, secondo cui l’unica possibilità sarebbe quella di ripartire fra i concessionari le somme dovute “in proporzione percentuale al numero di apparecchi che agli stessi risultano formalmente riferibili in relazione al numero dei nulla osta rilasciati”, senza che sia necessario verificare le date di installazione e di messa in esercizio delle singole macchine, né individuare la responsabilità del singolo concessionario che abbia collocato per ultimo l’apparecchio e/o gli apparecchi in eccedenza;

– al contrario, le tesi della ricorrente, secondo cui  sarebbero irrazionali e illegittime le modalità con le quali è stato ripartito proporzionalmente tra i vari concessionari l’onere impositivo, prescindendo totalmente dalla data di installazione dell’apparecchio in esubero, in tal modo applicando la sanzione anche a carico del concessionario più diligente; ove si consideri  che, in particolare, secondo la prospettazione della ricorrente l’Agenzia resistente, utilizzando la banca dati di SOGEI, sarebbe in grado di individuare, mediante il confronto tra i dati del NOE – nulla osta di esercizio dell’apparecchio- con la movimentazione telematica dell’installazione nel singolo esercizio, tramite il PDA ivi installato, il dato cronologico dell’installazione e conseguentemente sarebbe identificabile il concessionario e/o i concessionari responsabile/i dello sforamento del limite di contingentamento.

Aggiunge il TAR  che secondo la tesi della ricorrente  l’art. 1, comma 81 lett. f), prevede testualmente che “di ripartire fra tutti i concessionari per la raccolta del gioco attraverso apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, in proporzione percentuale al numero di apparecchi che agli stessi risultano formalmente riferibili in relazione al numero dei nulla osta rilasciati, il pagamento delle somme di cui alla lettera d) – euro 300 per ciascun apparecchio – per gli apparecchi che, all’esito della ricognizione, risultano in eccedenza, ma non riferibili a un singolo concessionario;

A questo punto emerge la parte di maggior interesse dell’ordinanza, ove si legge testualmente che

“ad avviso del Collegio la norma in questione non sembrerebbe eliminare in capo all’Amministrazione procedente qualsiasi obbligo di verificare le date di installazione e di esercizio dei singoli criteri (NDR rectius apparecchi)   in mancanza di un criterio che consenta di individuare la responsabilità del singolo concessionario titolare dell’apparecchio e/o degli apparecchi in eccedenza, spalmando in tal modo la sanzione su tutti i concessionari presenti in quella determinata ubicazione in percentuale rispetto ai nulla osta; – che, infatti, una simile interpretazione determinerebbe una responsabilità oggettiva e ineludibile attesa l’impossibilità per il singolo concessionario di sapere se e quando interviene l’installazione da parte di un altro concessionario di uno o più apparecchi in eccedenza rispetto al numero installabile in quella determinata ubicazione; – che, peraltro dalla lettura del foglio excel, recante la “determinazione degli apparecchi in esubero per i quali le somme richieste per il mantenimento in esercizio dovranno essere ripartite tra più concessionari. PROT. n. 2011\46072\Giochi\ADI, sembrerebbe desumersi che nell’ipotesi di ubicazione in cui è consentita l’installazione di un massimo di 4 apparecchi e in cui sia stata accertata per il mese di riferimento la presenza di 6 apparecchi, alla ricorrente, titolare di 4 nulla osta, viene addebitata per tutto il periodo l’eccedenza determinata dai 2 apparecchi, a prescindere da qualsiasi verifica sulla data di installazione e sulla messa in esercizio degli stessi, oltre che della permanenza per tutto il mese di riferimento; – che, peraltro, dal suddetto foglio non sembra possibile comprendere quali e quanti siano gli ulteriori concessionari a cui è riferibile l’eccedenza, onde consentire la verifica dell’esattezza del calcolo della percentuale addebitata;

– che il Collegio ritiene necessario, pertanto, acquisire dall’Amministrazione finanziaria una dettagliata relazione sulle seguenti circostanze: – se sia possibile o meno in relazione al periodo di tempo interessato dalle note impugnate individuare la data di installazione e di messa in esercizio nella medesima ubicazione dei singoli apparecchi da parte di ciascun concessionario; se sia, inoltre, possibile stabilire il periodo di permanenza dell’apparecchio in una determinata ubicazione; – come siano stati eseguiti i calcoli indicati nel foglio excel recante la “determinazione degli apparecchi in esubero per i quali le somme richieste per il mantenimento in esercizio dovranno essere ripartite tra più concessionari. PROT. n.2011\46072\Giochi\ADI” e, in particolare, come siano state calcolate le percentuali a carico della ricorrente per ogni esercizio, attesa l’apparente impossibilità di desumere quali e quanti siano i concessionari a cui l’eccedenza sia riferibile in relazione a ciascuna ubicazione

Essendo ben nota tale lineare possibilità di verifica, l’ordinanza lascia ben sperare per il futuro accoglimento del ricorso, annullando le sanzioni applicate da ADM al Concessionario.