«La recente sentenza ribadisce e conferma senza mezzi termini che il gestore è tenuto a versare al concessionario (il quale a sua volta deve riversare le somme ad ADM) la quota del prelievo previsto dall’art. 1 comma 649 della legge di Stabilità per l’anno 2015 (legge 190/14)».

Così l’avvocato Lino Barreca commenta la sentenza del del Tribunale di Roma n° 28 del 4.1.2021 pubblicata da Jamma xon l’articolo “Slot. Tassa 500 mln: il Tribunale di Roma ricalcola quota spettante al Concessionario. Gestore tenuto al pagamento“.

«La sentenza – prosegue l’avvocato – evidenzia che (probabilmente a seguito dei vari ricorsi al TAR dei concessionari, alcuni dei quali assistiti dallo scrivente, e della rimessione alla Corte Costituzionale di alcune questioni) è intervenuto il legislatore con i commi 920 e 921 dell’articolo unico della legge 208/15 (finanziaria per l’anno 2016), chiarendo in via interpretativa che si tratta di obbligazione parziaria che incide su ciascun gestore in misura proporzionale e corrispondente ai vigenti accordi contrattuali.

Ne consegue, che è venuto meno quel margine di incertezza sulle modalità di ripartizione della quota da riversare ad ADM, che richiedeva una sorta di “rinegoziazione” dei rapporti tra concessionario e gestore.

La nuova norma com’è noto ha indotto la Corte Costituzionale ad emanare l’ordinanza 125/18 rimettendo nuovamente al TAR la questione alla luce di tale ius superveniens, ed il TAR ha confermato la validità del prelievo.

Attualmente la questione com’è noto è ancora sub iudice, in attesa di una pronunzia della Corte di Giustizia (cui sono state rimesse alcune questioni da parte del CdS), ma ciò non toglie che allo stato la norma ed il prelievo sono pienamente validi e vigenti, mentre il quantum del prelievo e le modalità di calcolo sono anch’esse ormai chiare e ben definite, e ciò spiega le ragioni per le quali ben difficilmente non troveranno conferma (se le quantificazioni sono state correttamente operate) i decreti ingiuntivi promossi dai concessionari nei confronti dei gestori.

Il caso esaminato mostra infatti che probabilmente il concessionario aveva richiesto in via ingiuntiva al gestore l’intero residuo della raccolta, non consentendo la compensazione con le somme di spettanza del gestore + esercente, ossia applicando il testuale disposto dell’art. 1.649 della legge 190/14, norma finalizzata a consentire al concessionario di percepire immediatamente tutto l’intero residuo della raccolta (che in effetti gli appartiene) rinegoziando le somme da trattenere in virtù di tale prelievo aggiuntivo, ipotesi ormai decisamente superata dalla nuova formulazione della norma, che pur dichiaratamente interpretativa è in realtà sostanzialmente additiva».