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(Jamma) Sistema Gioco Italia, aderente a Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, intende ribadire il proprio ruolo di rappresentanza di settore, finalizzato ad avviare un percorso condiviso, per realizzare, con i diversi soggetti coinvolti (istituzionali e non), una reale e definitiva riforma dell’industria del gioco lecito e dell’intrattenimento, che rappresenta, da tempo, uno dei comparti economici più importanti del Paese. 

Le attività poste in essere, nelle ultime ore, congiuntamente da As.Tro e ACMI, associazioni di categoria aderenti a Sistema Gioco Italia, finalizzate a chiedere lo stato di crisi per il settore addetto alla gestione, produzione e distribuzione degli apparecchi da intrattenimento (AWP) precedute dalla richiesta d’incontro dei vertici del Ministero dell’Economia e delle Finanze (M.E.F.), del Ministero dello Sviluppo Economico (M.I.S.E.) e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, fanno parte della strategia portata avanti, negli ultimi mesi, da Sistema Gioco Italia. Quest’ultima ha chiesto ed avviato un’interlocuzione con il Governo, il Parlamento ed i più importanti referenti politico-istituzionali, con l’obiettivo dichiarato di rappresentare una “posizione univoca” rispetto agli interventi inseriti nella cosiddetta “manovrina”, elaborando possibili alternative nella logica di crescita di tutte le componenti rappresentate nella filiera.

 

Già nel mese di aprile Stefano Zapponini, presidente di SGI, aveva sottolineato come il punto di non ritorno fosse stato ampiamente superato e di essere pronto a chiedere, a partire dal M.I.S.E, un “tavolo di confronto” sulla crisi del settore, alla luce, soprattutto, dei provvedimenti inseriti nella manovra bis. Sottolineando con forza come il livello di tassazione sugli apparecchi di intrattenimento (52,5% per le VLT e il 64,3% per le AWP), rispetto al 22% del mercato tedesco, al 25% del Regno Unito ed al 38% del corrispondente comparto spagnolo, rappresenti ormai un aggravio insostenibile per le aziende, con il rischio concreto, per molte di esse, di dover chiudere battenti.

 

Sistema Gioco Italia conferma queste posizioni, che continuerà a difendere nelle sedi istituzionali competenti, pur in una logica di dialogo e confronto, con l’obiettivo di sostenere il comparto, difendendo, nel contempo, i livelli occupazionali (oltre 150 mila risorse impiegate stabilmente) sottoposti a stress continui dovuti a politiche incerte e a demonizzazioni dell’industria del gioco lecito e dell’intrattenimento.

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