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AWP – «Siamo concordi con il consigliere regionale Marco Galante – scrive il Presidente Delegazione Sapar Puglia, Domenico Distante, – il quale in Terza Commissione ha chiesto come e se sono stati utilizzati i fondi per la campagna di prevenzione e informazione sui rischi legati alle ludopatie pur di conoscere a che punto fosse l’istituzione dell‘Osservatorio regionale il quale dopo 5 anni non ha visto neanche l’insediamento».

«Sapar Puglia – prosegue Distante – nei giorni scorsi ha sollecitato interventi urgenti per evitare che il settore del gioco legale venga completamente annientato da regolamenti confusi e contraddittori. Troviamo del tutto fuori luogo le dichiarazioni di Galante, che peraltro non trovano riscontro rispetto a quanto dichiarato dal ministro Di Maio, sul preannunciato Decreto Dignità, con specifico riferimento al settore del gioco legale, alla tutela e alla salvaguardia dei posti di lavoro. Meriterebbero maggiore approfondimento i dati riportati dal consigliere il quale se non altro dimostra di ben ostentare alcuni passaggi del libro di Umberto Folena dal titolo “L’illusione di vincere”. Quando il consigliere regionale attribuisce all’azzardo la perdita di 115mila posti di lavoro e di 70milioni di ore di lavoro bruciate nel gioco, riporta cifre che non trovano alcun riscontro di carattere scientifico, elaborate in modo piuttosto semplicistico dal sociologo Maurizio Fiasco, guardacaso componente della Consulta Nazionale Antiusura. Vorrà comprendere il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle che il menar numeri sulla base di formule empiriche, questo sì, risulta un vero azzardo col risultato di alimentare le tante fake news diffuse sull’argomento. Sapar al contrario, intende portare il proprio contributo con alcuni spunti di riflessione volti ad avviare un sereno confronto fra le parti, al fine di comprendere e valutare in modo più razionale le istanze della categoria e gli aspetti sociali. Il timore è che l’introduzione di maggiori e più stringenti limitazioni al gioco legale (misure attuate solo nel settore delle apparecchiature da intrattenimento), non producano ricadute significative nel contrasto alle ludopatie, quanto la diffusione della illegalità e l’inevitabile distruzione di un settore composto da migliaia di piccole imprese, aziende e operatori che lavorano in piena legalità.

Vi è un altro aspetto del problema che non può essere sottovalutato, ma che al contrario pone dubbi concreti sull’efficacia di leggi più proibitive ma con evidenti limiti rispetto all’evoluzione tecnologica. L’annosa questione delle distanze delle sale e degli esercizi pubblici rispetto ai luoghi sensibili (chiese, oratori, palestre, scuole e centri sociali) per i quali Sapar chiede una moratoria finalizzata a consentire l’adeguamento delle strutture al fine di non vanificare gli investimenti e tutelare 20mila posti di lavoro, sembra essere la soluzione dominate per il contrasto alle ludopatie. Al riguardo è salutare riportare dati ufficiali. I numeri del gioco pubblico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato raccontano la crescita a doppia cifra dei sistemi online, quasi triplicati tra il 2013 e il 2016. Secondo gli ultimi dati la somma delle puntate registra una crescita costante e a doppia cifra. Solo nei primi tre mesi dell’anno, l’aumento è stato del 33% rispetto allo stesso periodo del 2017.  E’ altrettanto importante precisare che questi numeri escludono la moltitudine di siti internazionali che non rispettano le regole e che dunque sono illegali. In questa situazione il gioco pur essendo vietato ai minori di 18 anni, è molto difficile da controllare nell’ambito di piattaforme il cui accesso è facilmente eludibile. Il “Libro Bianco Media e Minori” dell’Agcom nel tracciare i profili più a rischio, indica le fasce di età che vanno dai 15 ai 24 anni. Distanziometri, accessibilità, invisibilità, anonimato, assenza di controllo sociale e velocità sono caratteristiche che differenziano il gioco online da quello tradizionale e che dunque annullano i benefici che una legge regionale vorrebbe apportare al sistema. ”.

“Siamo convinti che una riforma del settore del gioco legale in Italia sia necessaria e come Sapar siamo aperti a confrontarci sottolineando però che ogni riforma deve abbandonare qualsiasi carattere espulsivo della filiera legale visto che, come dimostrato dalla entrata in vigore dei provvedimenti regionali e opportunamente rilevato dal Ministro Di Maio, questo apre le porte al gioco illegale. Ci preme sottolineare con forza la nostra piena attenzione e disponibilità a collaborare con Enti e Istituzioni per portare avanti una riforma sostenibile della filiera del gioco legale in Italia che possa contribuire al raggiungimento degli obiettivi sociali tutelando gli investimenti e il lavoro. Per questo rivolgiamo l’invito ad un sereno confronto”».

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