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(Jamma) Il comparto degli apparecchi da intrattenimento, nello specifico la gestione di slot e apparecchi elettronici, in due anni ha perso 752 aziende. E’ il dato che emerge dalle statistiche dell’Agenzia delle Entrate.

Nel 2014 le aziende operative nella gestione erano infatti 5.022, ridotte a 4.822 nel 2015 e quindi 4.264 nel 2016.

Un trend sicuramente preoccupante che contrasta con i dati riferibili all’apertura di nuove partite Iva nel settore dei giochi pubblici e che quindi certificano la crisi del comparto così come da tempo lamentano le associazioni di categoria a fronte di una crescita in altri settori del gioco pubblico. In termini percentuale si tratta di una riduzione del 15% del numero delle imprese in attività in soli 24 mesi! Pochi altri settori, in tempi di crisi, hanno registrato una situazione simile e comunque ben diverso dal quadro che spesso organi di stampa e politica sono soliti dipingere.

A una riduzione del numero delle aziende corrisponde anche un calo dei ricavi complessivi dichiarati: € 1.316.565.019 nel 2016 contro € 1.528.598.418 del 2014. Va sottolineato che, al contrario, la raccolta di gioco complessiva riferibile agli apparecchi, così come dai dati del Mef, risulta essere in aumento.

In leggero incremento invece il ricavo medio dichiarato, probabilmente come risultato del fenomeno di concentrazione delle quote di mercato per acquisizione da parte delle aziende più grandi: da € 304.380 a € 308.763 del 2016.

Per gli studi di settore i gestori di sale giochi e apparecchi da intrattenimento sono per il 58,91% in regola con i redditi dichiarati (percentuale in linea con i commercianti) e successivamente, attraverso l’adeguamento, la percentuale dei regolari passa al 65,43 %.

Va specificato che nella maggior parte dei casi, così come dimostrano i dati dell’Agenzia delle Entrate, si tratta di aziende di piccole e medie dimensioni.  Imprese che si occupano quasi esclusivamente della gestione di apparecchi da intrattenimento collocati presso esercizi di terzi (93 % dei ricavi); in particolare si tratta di apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS, ovvero slot e Vlt (89% dei ricavi) e di altri apparecchi da intrattenimento (17% dei ricavi nel 34% dei casi).

Prevalentemente ditte individuali (41% dei casi) e società di capitali (38%), occupano 2 addetti. Per l’esercizio dell’attività dispongono normalmente di locali destinati a deposito/riparazione (circa 90 mq) e uffici (circa 20mq).
La dotazione di apparecchi collocati presso esercizi di terzi comprende 49 apparecchi di cui
all’art. 110 comma 6 del TULPS. Sono installati presso terzi anche calciobalilla, biliardini e apparecchi similari (7 nel 34% dei casi).mc
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